“Oggi Repubblica e la Boldrini mi attaccano sul finanziamento a Radio Padania. Bene! Così posso chiarire la questione: prima di tutto ancora non abbiamo assegnato un solo euro a nessuna emittente radiofonica, perché ho predisposto un supplemento di istruttoria sulle radio politiche che otterranno questi finanziamenti grazie al bando del Governo Gentiloni. Infatti criteri per cui risultano assegnati questi fondi sono di un bando fatto nel 2017. Praticamente i soldi a Radio Padania glieli ha dati il Pd. Che geni”. Luigi Di Maio risponde su Facebook agli attacchi dell’ex presidente della Camera e di Repubblica, che oggi in un pezzo dal titolo “Aiuti pubblici a Radio Padania. Di Maio stacca l’assegno del Mise” scrive che “l’emittente della Lega” sarà “finanziata con 70mila euro. Ma la cifra potrebbe raddoppiare”. Il quotidiano ricorda poi che più volte il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi e Alessandro Di Battista hanno ribadito di volere cancellare il finanziamento pubblico all’editoria. I fondi per Radio Padania, continua Repubblica, sono relativi ai contributi per le emittenti locali ai quali la Lega ha “legittimamente” chiesto di accedere un anno fa.

“Non solo dopo aver gridato ‘onestà, onestà!’ si sono alleati con chi ha illecitamente sottratto 49 milioni di euro ai cittadini – ha scritto in mattinata su Twitter la deputata di Leu Laura Boldrini, accompagnando il tweet con gli hashtag #DoppiaMorale e #RadioPadania -. Ma ora #DiMaio fa i tagli all’editoria tranne che alla radio leghista a cui il #Mise regala 70.000 euro di soldi pubblici”. E anche il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci era insorto: “Il bello è che dicevano di perseguire il modello BBC. Tagliano progressivamente fondi editoria, dimezzano risorse per convenzione con Radio Radicale, però poi Di Maio stanzia 70 mila euro per Radio Padania“.

Di Maio, però, nel suo post su Facebook risponde agli attacchi e aggiunge: “Mi duole informare la sedicente sinistra che nell’elenco c’è anche Radio Popolare, emittente cara a Laura Boldrini, leader di quella sinistra ipocrita ma col portafoglio sempre pieno di soldi pubblici, a cui spetterebbero solo questo anno più di 370mila euro (a Radio Padania 70mila). Sono tante le norme che dobbiamo rivedere sui finanziamenti pubblici – aggiunge Di Maio – e ci stiamo già lavorando. Una cosa è certa: per il prossimo bando la musica cambia. Come è cambiata per i finanziamenti ai giornali, per i vitalizi e per le pensioni d’oro”.