Quando nasce un bebè, in tutte le famiglie si fanno decine e decine di foto e video per fissare quei momenti che passano veloci e non tornano. Parliamo delle prime fasi di crescita del piccolo, con i progressi che compie giorno per giorno. Manca però un tassello. Finora non viene documentato il punto di vista del bambino, cioè quello che il bebè vede dalla sua prospettiva. Ci ha  ha pensato una startup francese, che ha presentato Babeyes al Consumer Electronic Show di Las Vegas. Si tratta di una telecamera HD che registra sequenze video di massimo 20 secondi, per un massimo di due ore con una singola carica, e che si attacca sui vestitini del piccolo con un adesivo.

Le immagini non riprendono il bambino stesso, ma chi gli sta attorno: genitori, parenti e tutto quello con cui il piccolo interagisce. In pratica, fornisce un punto di vista differente, che il bambino potrà riscoprire in futuro, vedendo come lo guardavano mamma e papà, per esempio. Quello su cui fa leva Babeyes quindi non è ritrarre il bambino, che è un’abitudine diffusa, ma dargli la possibilità di rivivere momenti della prima infanzia di cui non ha memoria una volta cresciuto.

Usare Babeyes è semplice, perché terminata la sessione di registrazione automatica basta trasferire le immagini sul computer tramite cavo e archiviarle. Per motivi di sicurezza e di privacy non sono supportate reti wireless di alcun tipo. Il software a corredo passa al setaccio i video non elaborati e identifica i volti umani delle persone con cui il bambino ha interagito, permettendo di taggarli.

Per chi lo desiderasse, questo prodotto è in vendita dal sito ufficiale dell’azienda al prezzo di 139 dollari, e le consegne inizieranno dalla fine di gennaio.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Gli smartphone con riconoscimento facciale non sono tutti uguali, la tecnologia può fare la differenza sulla sicurezza

next
Articolo Successivo

LG 32UL950 è il monitor 4K da 32 pollici per i grafici professionisti

next