Intervento veemente del filosofo Massimo Cacciari sulla posizione assunta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in merito alla vicenda della nave Sea Watch. Nel corso di Otto e Mezzo (La7), l’ex sindaco di Venezia si rende protagonista di una rovente polemica con la ministra leghista per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno.

La miccia è la protesta di alcuni sindaci contro il provvedimento di Salvini.  Bongiorno critica duramente l’atteggiamento dei sindaci, sottolineando che una legge va applicata e rispettata, ma Cacciari non ci sta: “Le amministrazioni locali non hanno compiti legislativi. Dire che le leggi si applicano comunque è tremendo. È la base di un’interpretazione che ha portato alle massime sciagure. E’ la stessa legge che mi impedisce di soccorrere il naufrago il mare. Non si lasciano delle persone in mare per così tanti giorni. Qui la giustizia è morta. Parliamo di una legge che non ha più nulla a che fare con la giustizia. E’ la legge di Creonte, signora onorevole ministra”.

“Professore, io la stimo enormemente” – replica Bongiorno – “però è fuori strada. Il caso Sea Watch non c’entra col decreto Sicurezza“. Cacciari è irrefrenabile: “E’ la legge che mi impedisce di seppellire il fratello, è la legge che mi impedisce di soccorrere il naufrago in mare. Ha capito? Non c’è soltanto la legge, c’è anche la giustizia. Ed è un principio fondamentale della cultura europea. Voi lo state dimenticando ed è una vergogna“.
Bongiorno ribadisce: “E’ straordinariamente bello quello che dice, ma le faccio presente che non attiene al decreto Salvini, che non fa riferimento a quello che dice lei”.

“E invece attiene” – ribatte Cacciari – “Ci sono in mare 50 persone che non possono essere sbarcate. Ed è una vergogna non per Salvini, ma per l’Europa. E’ uno scandalo per l’Europa. Possiamo perdere una elezione, ma non possiamo perdere l’anima, vivaddio. Vergogniamoci! Non vergognatevi, ma vergogniamoci!”. “Il decreto Salvini non attiene a quello che dice lei”, ripete la ministra.

“Attiene al comportamento del ministro Salvini” – controbatte il filosofo – “Cosa me ne frega della legge? Una legge che non ha nulla a che fare con la giustizia è una legge perversa. Sto parlando dell’Europa, cosa vuole che me ne importi di Salvini, che corre adesso e che domani non c’è più? E’ l’Europa che ci stiamo mangiando“. “Gli facciamo fare questa specie di arringa…”, commenta Bongiorno. E Cacciari protesta: “Mi alzo e me ne vado. L’arringa? Si vergogni e mi risponda”.

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