Una legge per registrare e sanzionare chi partecipa a manifestazioni non autorizzate. Il governo francese cerca di risolvere la crisi dei gilet gialli con la forza. Dopo l’ottava manifestazione di sabato scorso e gli ennesimi scontri con la polizia, il premier Edouard Philippe è intervenuto al telegiornale delle 20 per per annunciare un cambio di metodo contro i cosiddetti casseur: “Coloro che minacciano le istituzioni, che saccheggiano, che bruciano, non avranno l’ultima parola”, ha detto. “Faremo come qualche anno fa ci si comportò con gli hooligan negli stadi: furono identificati e fu loro vietato di partecipare a quelle manifestazioni, le partite”. Ovvero una specie di daspo urbano italiano: si tratta di una legge già in discussione in Parlamento e proposta dal fronte repubblicano. Proprio oggi Luigi Di Maio ha scritto agli attivisti dei gilet gialli dicendo “di non mollare” e a lui ha replicato la ministra francese per gli Affari Ue Nathalie Loiseau: “Pensino a fare pulizia in casa loro, noi non diamo lezioni all’Italia”.

I gilet gialli manifestano ormai da due mesi e dopo le concessioni di Macron, l’esecutivo ha deciso di insistere con la linea dura. Nel suo breve intervento in diretta, Philippe ha sottolineato a più riprese che i nuovi metodi saranno adottati non “contro le persone che manifestano” ma contro “quelli che ne approfittano”: “Cambiamo metodi, investiamo in nuovi materiali, saremo più mobili, tutto sarà fatto per non farci più sorprendere”. Per quella che alcuni già annunciano sabato prossimo come la 9/a manifestazione dei gilet gialli, Philippe ha annunciato lo schieramento in campo di “80.000 agenti delle forze dell’ordine, 5.000 dei quali a Parigi”. Il primo ministro si è detto poi deciso a varare una nuova legge che preveda il risarcimento dei danni “da parte di chi distrugge”, sollevando così “i contribuenti” dal peso delle conseguenze della violenza. Philippe ha anche annunciato una legge che preveda sanzioni “per gli organizzatori di manifestazioni non autorizzate”.

Proprio oggi era arrivata la notizia che Jacline Mouraud, una delle prime portavoce del movimento francese (protagonista del video che ha dato il via alle proteste) e anche una delle prime a lasciare la piazza a causa delle violenze, ha annunciato la sua intenzione di creare un partito politico: si chiamerà Les émergents, gli emergenti. “Ancor più dopo quel che è accaduto sabato, ho molte richieste di persone che vogliono aiutarmi a creare un partito”, ha detto la ex portavoce e voce moderata del movimento a France info, precisando di non sapere ancora quando la creazione sarà formalizzata. L’aspirante politica ha citato come punti di riferimento del partito una “grande riforma del fisco” e la volontà di “rimettere il sociale sul tavolo”. Già altri Gilet gialli hanno lanciato nuovi movimenti politici, in vista delle elezioni europee di maggio, come Hayk Shahinyan, che ha lanciato Gilets jaunes, le mouvement (Gilet gialli, il movimento). La maggior parte degli attivisti però non riconosce la formazione di schieramenti ufficiali e chiede piuttosto referendum per la partecipazione diretta.

Sempre oggi, si è consegnato alla polizia l’ex pugile professionista che sabato ha attaccato violentemente degli agenti a Parigi, ed è stato trattenuto in custodia. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner, che ha promesso l’uomo dovrà “rispondere” delle sue azioni. Il pestaggio era stato filmato e messo su internet: si vede un uomo corpulento vestito di nero tempestare di pugni dei poliziotti e farli finire a terra. I media hanno identificato il pugile come il 37enne Christophe Dettinger, combattente professionista dei pesi massimi, che lavorerebbe per il governo locale nel dipartimento dell’Essonne a sud di Parigi.

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