Da sempre i giornali tirano per la giacca i Presidenti della Repubblica “interpretandoli”, ma oggi si esagera. Claudio Tito scrive su Repubblica che nel discorso di fine anno il Capo dello Stato ha attaccato l’intero esecutivo, non solo Salvini: Mattarella è all’opposizione, “cambia la qualità delle relazioni tra il Colle e Palazzo Chigi”. Tito è formidabile, spiega anche che la maggioranza non è solo incapace (la ministra Madia invece era la versione femminile di Giolitti), ma si regge su una “fittizia volontà popolare”. Non voglio insistere troppo, ma “fittizio” significa “privo di corrispondenza con la realtà, finto, inconsistente, immaginario”; l’editorialista di Repubblica vuol dire che il governo non ha il consenso dei cittadini?

Il Corriere della Sera si appropria di Mattarella in un modo più sfumato; merita attenzione perché con stile morbido il direttore Fontana dice cose forti classificando tra gli errori del governo la “distribuzione dei sussidi e l’anticipazione delle pensioni” (reddito di cittadinanza e abolizione della Fornero). Intendiamoci, è una critica legittima; lo è meno schierare Mattarella, con le sue “sfide possibili” contro quelle impossibili dei gialloverdi.

La verità è che non si ascoltano quasi più i discorsi del Presidente, si scrivono i commenti prima che parli e qualunque cosa dica lo si tira dalla propria parte. Di più: gli si indica cosa dovrebbe fare. Mattarella “ha raccontato un Paese… meraviglioso”, ma “quando arriveremo al punto di svolta – scrive Scalfari –  ci aspettiamo che lui faccia valere la Costituzione” poiché “un governo come l’attuale non realizza nulla”. Ancora una volta il Capo dello Stato è collocato – a sua insaputa – all’opposizione e la sua imparzialità oscurata anche da chi in passato l’ha difesa.

Un caso a parte è Alessandro Sallusti; sempre controcorrente (rispetto ai fatti), traduce in articoli la volontà del Caimano e spiega sul Giornale che Di Battista e Di Maio “sono il prototipo dei privilegiati”. Proprio così. Sallusti scova il male e lo indica – sta sempre dalla parte degli avversari di Silvio – senza mai scrivere una riga sugli infiniti abusi di B. (non solo l’editto bulgaro). Parafrasando Moretti: “Con questi giornali l’Italia non crescerà mai”. Chiedo: è davvero impossibile dire la verità, sempre, anche contro un governo di cui s’apprezzano molte leggi? Il Fatto lo fa: “Lega e M5S si spartiscono tutto”. Indipendenza e schiena dritta. L’augurio per il nuovo anno è che anche i giornaloni si ricordino – posto che la loro natura lo consenta – che autonomia e indipendenza sono l’essenza del giornalismo.