Tenere a mente le proporzioni, quando si raffronta un evento con un altro, è come mantenere la distanza di sicurezza quando si guida. Ci preserva dall’errore e dal pericolo. Questa levata di scudi per il fatto che il direttore di Rai Due abbia in mente di sostituire i comici Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri è un po’ fuori luogo e, se vogliamo dirla tutta, anche abbastanza ridicola. Usare il termine epurazione perché la Rai gialloverde si accingerebbe ad oscurare la satira antigovernativa di Luca e Paolo contrasta il principio fisico della gravità. Luca e Paolo, nella loro onorevolissima carriera, non hanno mai infastidito alcuno, e men che mai sbeffeggiato. Neanche un’anatra si è sentita presa in giro dalla loro comicità. E il fatto di essersi trovati a fare la parodia del ministro Toninelli (pure abbastanza riuscita ndr) non li conduce sull’altare del sacrificio. E infatti le giunte di centrodestra della Liguria e di Genova – ambedue a trazione leghista – l’anno scorso hanno tributato a Luca un solenne encomio, nominandolo presidente della Fondazione di Palazzo Ducale.

A Freccero, il bravissimo ex e neo direttore di Raidue (copyright Travaglio), semmai si potrebbe dire che l’ingresso di Daniele Luttazzi, lui sì ingiustamente epurato dalla Rai, è una bellissima idea ma non ancora un fatto. Resta un auspicio. Mentre un fatto è che i nuovi approfondimenti giornalistici che la seconda rete si appresta a realizzare vengano appaltati a Gennaro Sangiuliano, il direttore del Tg2 (che sarà allungato di altri dieci minuti). Di antica fede almirantiana, dopo appena due giorni dalle elezioni di marzo posta su Facebook una foto che lo ritrae insieme a Matteo Salvini. Tanto per capirci. Sangiuliano, napoletanissimo, ha riverito l’indimenticabile ministro De Lorenzo, poi Gianfranco Fini, poi un pro’ di Berlusconi ed oggi eccolo qua: tanto Salvini. Agiografo di Putin e Trump, si è fatto ritrarre con Freccero e senza sprezzo del ridicolo ha sibilato che loro due sarebbero in lotta contro il “politicamente corretto”. Come Sangiuliano ricorderà, Totò diceva: Ma mi faccia il piacere!