Il 2019 inizia all’insegna dello shopping. Dal 2 al 5 gennaio infatti prendono il via in tutta Italia i saldi invernali, primo grande appuntamento commerciale dell’anno. A dare il via saranno Sicilia e Basilicata, dove i saldi inizieranno a partire da mercoledì 2 gennaio. Il 3 gennaio toccherà poi alla Valle D’Aosta, con le altre regioni italiane che vedranno arrivare i saldi da sabato 5. Secondo quanto riferisce la Confcommercio, riguardereranno più di 15 milioni di famiglie, per un giro d’affari di 5,1 miliardi di euro. La spesa media a famiglia, secondo i diversi calcoli, si aggirerà tra i 325 e i 280 euro, con le spese pro capite in abbigliamento, calzature e accessori che si aggireranno intorno ai 122 e 140 euro. Variabile la durata del periodo degli sconti: si va da quelli lunghi della Campania (fino al primo aprile) a quelli molto brevi del Trentino Alto Adige.

Secondo Confesercenti, quest’anno sarà particolarmente elevata l’adesione di negozianti, con circa 280mila attività commerciali. Praticamente totale l’adesione dei negozi di moda e di tessili. In base ad un sondaggio di Swg, per l’associazione il 48% degli italiani ha già deciso di partecipare ai saldi e solo 1 italiano su 4 non comprerà. Si cercheranno, in particolare, calzature: un nuovo paio di scarpe è l’acquisto in saldo più desiderato dagli italiani, indicato dal 28%. Seguono i prodotti di maglieria, preferenza per il 22%, e i pantaloni (14%). Alto l’interesse anche per i prodotti tessili e moda per la casa (9%) e per i capi come giubbotti e giacconi, ricercati dal 7% dei consumatori. “Quest’anno – dichiara il presidente di Fismo Confesercenti Roberto Manzoni – gli sconti di partenza saranno più alti della media e l’assortimento molto ampio. Per i consumatori sarà meglio del Black Friday, con un periodo di sconti più lungo e tutti i vantaggi del negozio tradizionale”. Numero uno di Confesercenti che spera nell’inversione di tendenza “dopo l’ennesimo anno fiacco. Anche le vendite di Natale, seppure positive, sono state sotto le attese”.

Per i consumatori del Codacons invece le vendite saranno inferiori del 7% rispetto a quelle del 2018: “Non basteranno – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – a risollevare le sorti del commercio”. Le ragioni sarebbero una data di partenza delle promozioni “assolutamente inadeguata”, al termine delle feste natalizie e di Capodanno, con le famiglie che hanno “già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari”, e un cambio nelle abitudini. I consumatori stanno infatti spostandosi verso l’acquisto e-commerce, che può godere di sconti liberi tutto l’anno. “In tale contesto – spiega Tanasi – i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”.