Il 1 gennaio 2019 la sonda spaziale New Horizons della Nasa – che nel 2015 ha raggiunto Plutone regalandosi le prime foto del pianeta – effettuerà il fly-by (sorvolo ravvicinato) più lontano nella storia delle esplorazioni spaziali. Sarà un Capodanno speciale per l’agenzia spaziale Usa. La sonda raggiungerà la distanza minima prevista, circa 3500 chilometri da Ultima Thule, un corpo celeste appartenente alla fascia di Kuiper scoperto nel 2014 e successivamente selezionato come obiettivo di sorvolo finale, a simboleggiare, come per la mitica isola, il raggiungimento esplorativo di confini mai raggiunti prima.

La fascia di Kuiper è una regione del sistema solare costituita da corpi minori esterna rispetto all’orbita dei pianeti maggiori, simile alla fascia principale degli asteroidi, ma venti volte più estesa. Lì gli oggetti sono composti principalmente da sostanze volatili congelate, come ammoniaca, metano e acqua. Dalle osservazioni già effettuate da Horizon nell’estate 2018 è emerso che Ultima Thule potrebbe avere la forma di uno sferoide allungato con un diametro di oltre 30 chilometri o che potrebbe addirittura trattarsi di un sistema composto da due o più corpi.

New Horizons è una sonda spaziale sviluppata dalla Nasa per l’esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte. Il lancio è avvenuto il 19 gennaio 2006 dalla base di Cape Canaveral e il sorvolo di Plutone ha avuto luogo il 14 luglio del 2015 dopo ben nove anni di viaggio. Con una velocità di oltre 58.000 km/h, raggiunta allo spegnimento del terzo stadio, è l’oggetto artificiale che ha raggiunto la velocità maggiore nel lasciare la Terra.

La sonda contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l’astronomo che nel 1930 scoprì Plutone, un cd-rom con i nomi di 434.000 persone che si sono iscritte al progetto, due monete, due bandiere degli Stati Uniti e un francobollo del 1991 che recita: “Plutone: non ancora esplorato”. Il 2 dicembre 2018 la sonda ha acceso i propulsori per 105 secondi per un aggiustamento di traiettoria perfettamente riuscito. Al momento della manovra correttiva la distanza di New Horizon dalla Terra era tale da causare un ritardo di oltre 6 ore nella trasmissione delle comunicazioni. Nel dicembre 2038, ben oltre la fine della propria missione, la sonda avrà raggiunto la distanza di 100 UA dal sole, ovvero 100 volte la distanza tra il Sole e la Terra.