Dopo aver rivelato i dettagli di Plutone si è addormentata per cinque mesi e adesso dopo il letargo ai confini del Sistema solare, si è risvegliata in grande forma la sonda New Horizons della Nasa, la prima ad aver sorvolato il pianeta nano e le sue lune nel 2015. Dopo aver ripreso le comunicazioni radio con la Terra, la sonda sta cominciando a preparare la sua prossima storica missione, prevista per il Capodanno 2019: l’incontro ravvicinato con il misterioso Ultima Thule, il corpo celeste più lontano che sia mai stato visitato da un veicolo costruito dall’uomo.

A raccontare queste fasi di intenso lavoro è il responsabile della missione Alan Stern, del Southwest Research Institute a Boulder in Colorado, insieme alla responsabile delle operazioni Alice Bowman, che lavora alla Johns Hopkins University nel Maryland. Al momento New Horizons sta viaggiando nella fascia di Kuiper, la regione ai confini del Sistema solare popolata da asteroidi e pianeti nani. La sonda si trova a più di 6 miliardi di chilometri dalla Terra (oltre 40 volte la distanza che ci separa dal Sole): per questo motivo il segnale radio lanciato dopo il suo risveglio ha impiegato ben 5 ore e 40 minuti per arrivare al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory nel Maryland, rassicurando i tecnici della Nasa sul perfetto funzionamento di tutti i sistemi.

Nelle prossime ore la sonda riceverà il primo dei comandi necessari a organizzare il sorvolo di Ultima Thule: la preparazione richiederà circa due mesi, dopo di che New Horizons inizierà a osservare a distanza il misterioso corpo celeste per meglio definire la rotta di avvicinamento. La sonda si trova ora a circa 260 milioni di chilometri da Ultima Thule e si sta avvicinando di oltre un milione di chilometri al giorno. Dopo lo storico sorvolo previsto per il Capodanno 2019, New Horizons resterà attiva fino alla fine del 2020, in modo da trasmettere a Terra tutti i dati raccolti e completare le osservazioni scientifiche della fascia di Kuiper.

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