“Chi ha tanti soldi vive come un pascià”, cantava Betty Curtis negli anni ’60. Già, il denaro non darà la felicità, ma aiuta parecchio, specie se si tratta di fare acquisti costosi. Come un’automobile, ad esempio. Secondo AutoScout24, piattaforma web di annunci per la vendita di auto, a far maggiore “fatica” a comprarsi una vettura sono gli italiani e gli spagnoli: risultato ottenuto analizzando le 10 auto usate più richieste nell’ultimo anno sulla piattaforma web e comparando i prezzi medi delle stesse vetture agli stipendi medi in alcuni Paesi.

Se a un olandese bastano 10,6 retribuzioni mensili per acquistare un mezzo dal prezzo che si aggira mediamente attorno a 31.165 euro, in Spagna e in Italia per lo stesso modello servono rispettivamente 16,4 e 14,3 stipendi, a fronte di un costo medio di 28.560 e 25.235 euro. Non va molto meglio ai cugini francesi a cui servono 13,5 retribuzioni mensili; da loro, però, il prezzo medio dell’auto è di 30.640 euro. In altri termini, dove gli stipendi sono maggiori le auto costano di più, ma si fanno meno sacrifici per comprarle.

Tuttavia, guardando al podio dei modelli nuovi più venduti in Italia nel 2018, i nostri connazionali scelgono vetture che fanno del rapporto qualità/prezzo un punto di forza, come nel caso di Fiat Panda, Renault Clio e, in parte, Fiat 500 X. Scelte che diventano ancora più convenienti se ci si orienta sulle auto a km-zero e su quelle usate. Quanti stipendi sono necessari per ciascuno dei suddetti modelli? Per una 500 X usata di 5 anni, il prezzo medio è di 17.350 euro, circa 10 stipendi quindi. Per portarsi a casa una Clio, invece, (10.470 euro) bastano 6 buste paga; che diventano 5 se ci si accontenta di una Panda (8.975 euro).

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Rc Auto, nel 2019 costerà di più a oltre un milione di automobilisti italiani

next