Le spie del pensiero politicamente corretto sono entrate nel nostro tempo e battono forte. Sui social network è all’opera sin dalla nascita una commissione moralizzatrice che fustiga, sulla base delle risultanze di qualche algoritmo, con sospensioni e censure prevalentemente inappellabili, il destinatario di segnalazioni, più propriamente spiate. Per via di insondabili processi matematici vengono spesso fustigate dichiarazioni banali, anche condivisibili, e lasciati liberi di scorrazzare nel web pensieri violenti contro le persone quando non calunniosi. Ma la spiata, o il giudizio sull’onorabilità altrui, si va facendo strada tanto che i Cinquestelle hanno provveduto a creare uno spioncino virtuale per le segnalazioni sull’altrui condotta immorale o politicamente inopportuna sulla base della evidente valutazione che i militanti di quel movimento siano corpi estranei, perfetti sconosciuti, l’uno nemico dell’altro, riuniti alla rinfusa sotto una bandiera.

Ora la svolta anche nella polizia di Stato, che in teoria dovrebbe arrestare i criminali e non giudicare i pensieri altrui. Alla manifestazione leghista di domenica scorsa, come ha documentato Diego Bianchi a Propaganda Live, la Digos ha cacciato con la forza da piazza del Popolo un signore che reggeva il cartello “Ama il prossimo tuo”. La Digos, nell’occasione in tenuta da spia padana, ha ritenuto dichiaratamente offensiva, proditoria e anti italiana, l’esibizione dell’insegnamento evangelico (infatti tutto nacque a Betlemme, in terra ostile e straniera): una provocazione bella e buona contro il noto ministro dell’Ordine, quello che bacia il crocifisso.

 

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