“Viola i diritti costituzionali delle donne”. Con questa motivazione martedì 20 novembre un giudice del Mississippi, negli Stati Uniti, ha annullato la legge che impediva alle donne di abortire dopo le prime 15 settimane di gravidanza, secondo quanto riporta la Bbc. Il divieto era stato promulgato a marzo dal governatore repubblicano Phil Bryant ma era stato bloccato da una causa intentata dal Centro per i diritti riproduttivi a nome dell’unica clinica per aborti presente nel paese, l’organizzazione Jackson Women’s Health. Secondo l’attuale normativa, l’interruzione di gravidanza è infatti permessa fino alla 20esima settimana.

“Lo Stato ha scelto di approvare una legge che sapeva già essere incostituzionale per sostenere una campagna che dura da anni, alimentata da gruppi che hanno interessi nazionali, e per chiedere alla Corte Suprema di rovesciare il ‘Roe vs Wade’”, ha scritto il giudice Carlton Reeves nelle motivazioni, facendo riferimento alla storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1973 che legalizzava l’aborto a livello nazionale. Il giudice ha poi sottolineato il parere dei medici secondo i quali il ‘feto diventa vitale a 23 o 24 settimane’. “Questa corte segue i comandi della Corte Suprema e i dettami della Costituzione degli Stati Uniti, piuttosto che i calcoli ingannevoli della legislatura del Mississippi”, ha proseguito Reeves. “La sentenza è un campanello d’allarme per i legislatori statali che cercano in continuazione di scardinare il diritto all’aborto”, ha detto Nancy Northup, presidente e ceo del Centro per i diritti riproduttivi.

Il Gestational Age Act, cosiddetto “Abortion ban”, era stato emanato il 19 marzo e, secondo il governatore, avrebbe reso il Mississippi lo “Stato più sicuro in America per un bambino non ancora nato”. La legge avrebbe vietato gli aborti dopo le 15 settimane anche se il concepimento fosse avvenuto con uno stupro o con un incesto. Le uniche eccezioni sarebbero stati eventuali malformazioni del feto incompatibili con la vita o gravidanze a rischio per la vita della madre.

Due tentativi simili erano già stati fatti nel 2014 in Nord Dakota e in Arkansass. I rispettivi governatori avevano proposto il divieto di aborto dopo le 6 e dopo le 12 settimane. Leggi dichiarate anch’esse incostituzionali.

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