Forse a breve il bollo auto come lo conosciamo ora potrebbe andare in pensione e venire ricalcolato su nuove basi, ovvero quelle dei consumi e delle emissioni prodotte dal veicolo. Questo comporterebbe il “rischio”, per l’Italia, di allinearsi alle colleghe europee come ad esempio Olanda, Germania e Svezia: più si inquina, più si paga.

Tale sembra essere il progetto che il ministro per l’Ambiente Sergio Costa ha in mente per il prossimo anno: niente di ufficiale per il momento, in ciò che Costa ha accennato a seguito dell’incontro per il piano di miglioramento della qualità dell’aria della Capitale e delle zone limitrofe. L’accordo, stipulato tra Governo e Regione prevede, tra le altre cose, il blocco per la circolazione dei diesel Euro 3 a Roma a partire dal primo gennaio 2019; ma la vera novità che il ministro si sarebbe lasciato sfuggire, riguarderebbe proprio un “aggiornamento delle tasse automobilistiche, utilizzando il criterio del bonus-malus”, ragionando quindi come per l’Rc auto, con “buone” e “cattive” classi.

Ciò potrebbe significare due cose: o una tassa diretta, quindi nuovo bollo auto calcolato sulla base delle emissioni di anidride carbonica che il veicolo produce, oppure una tassa indiretta e questo si tradurrebbe in una nuova accisa in più da aggiungere a quelle (mai tagliate, come si prometteva di fare, in campagna elettorale) già presenti sui carburanti. In questo caso, pagherà solo chi realmente consuma e di conseguenza inquina.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Brexit, l’uscita hard dell’automotive è già partita. E spaventa i costruttori

prev
Articolo Successivo

GM, nel 2019 chiuderà 5 fabbriche in Nord America. E Trump si arrabbia

next