Botta e risposta serrato a Dimartedì (La7) tra Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, e Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale. La filosofa Michela Marzano sottolinea che il potere tendenzialmente ha l’orticaria nei confronti delle critiche, ma i 5 Stelle hanno una insofferenza ancora maggiore rispetto a quella mostrata dai governi precedenti. Dissente Travaglio: “Fermo restando che nessun politico, a cominciare da Di Maio, deve permettersi di dare giudizi sui giornalisti, questa idea secondo cui adesso si sopportano meno le critiche, è una sciocchezza assoluta. Berlusconi ha fatto cacciare dalla Rai Biagi, Santoro, Luttazzi perché sopportava le critiche? I renziani hanno cacciato dalla Rai Gabanelli, Giletti, Giannini perché sopportavano le critiche?”.
E aggiunge: “Io per il momento non ho visto cacciare nessuno, ma ho sentito delle parole in libertà che per fortuna non hanno nessuna conseguenza. Poi andiamo a vedere le palle che sono state scritte per due anni e mezzo sulla Raggi. E’ stata accusata di corruzione, è stato scritto che lei stava promuovendo i suoi amanti e che era finita in una storia peggio di Tangentopoli. Virginia Raggi è stata trattata da prostituta. I giornalisti” – continua – “devono chiedere scusa per le cose che hanno scritto. Non è che siamo una categoria monolitica fatta delle stesse persone. Non siamo al di sopra di nessun controllo e il controllo non devono farlo certamente i politici. Ma la nostra categoria deve farsi un grande esame di coscienza, altrimenti non saremmo una categoria così screditata come purtroppo siamo a causa di qualcuno”.
Sallusti ribatte: “Mi piacerebbe che anche nella nostra categoria non si facessero le morali o i moralisti. La Raggi non è stata trattata né meglio, né peggio del modo in cui certa stampa ha trattato il processo Ruby. E Berlusconi è stato completamente assolto. Penso anche al padre di Renzi che è stato assolto”.
Travaglio replica: “Non capisco che cosa c’entri un processo, nel quale la Raggi era accusata di aver scritto una lettera, con un processo per prostituzione minorile e per telefonate del presidente del Consiglio alla Questura di Milano”.
”E’ stato assolto”, ribadisce Sallusti.
“E infatti lo abbiamo scritto” – risponde Travaglio – “Non è che abbiamo scritto delle cose false”.
“Ma cosa avete scritto prima che Berlusconi fosse assolto?” – controbatte il direttore de Il Giornale – “Nessuno poi ha detto a Berlusconi: ‘Scusate’”.
“Sulla Raggi è stato scritto che stava per essere arrestata” – obietta il direttore del Fatto – “che stava per essere accusata di corruzione e che promuoveva i suoi amanti. La Raggi è stata trattata come una prostituta, come la Messalina del Campidoglio, che si mangiava tutti gli uomini che incontrava per la strada”.
“Chi l’ha trattata come prostituta?” – chiede Sallusti – “Voi avete trattato come prostitute le ragazze di Arcore, che sono uscite completamente assolte”.
Travaglio continua: “Il padre di Renzi non è stato affatto assolto, ma su di lui c’è una richiesta di archiviazione nella quale c’è scritto che è un bugiardo. Ma come fai a mettere insieme corruzione, frodi fiscali e una lettera?”.
Interviene anche Marco Damilano, direttore dell’Espresso, che menziona le frasi di Alessandro Di Battista, rendendosi protagonista di un battibecco con Travaglio. Damilano afferma che l’ex deputato M5s con l’epiteto “puttana” si riferiva a tutti i giornalisti, Travaglio ribatte che Di Battista, da privato cittadino, puntava il dito contro quei giornalisti che avevano dato della “puttana” alla Raggi. E Sallusti non ci sta: “Quindi chi ha trattato Berlusconi da puttaniere è un puttaniere?”.

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