Liste di proscrizione sui giornalisti? Sono pericolose quando le fa Giulio Cesare, non certo quando li fa Di Maio o Di Battista o Salvini o Renzi. Attaccare i giornalisti è un tic dei parvenu del potere e dei poveretti, non dei Churchill o dei veri potenti”. Così, a Otto e Mezzo (La7), il filosofo Massimo Cacciari risponde alla conduttrice Lilli Gruber sulle dichiarazioni di Di Maio e di Di Battista in merito al caso Raggi. E spiega: “E’ un tic dei poveretti quello di prendersela con la stampa o di aver bisogno di una stampa che li sostiene, li accudisce, ne ha cura, li consola. Se mi fanno una recensione con cui sputtanano un mio libro, me ne faccio un baffo alto come una casa. Uno che ha coscienza di fare bene il suo mestiere non ha bisogno del giornalista che lo appoggia e non gliene frega niente del giornalista che lo attacca“.
Il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco osserva: “I 5 Stelle sono al governo, ma non sono il potere. E in questo caso il giornalismo è un potere. Il giornalismo istituzionale e ‘laureato’ è quello che ha creato e costruito una casta inaccessibile dove il dissenso viene azzerato. E’ lo stesso giornalismo che dà patenti di legittimità e che definisce questo esecutivo “un governo di incompetenti”. Ora questa gens nuova che è arrivata al governo è estranea ai meccanismi rodati del potere”. E aggiunge: “Non dimentichiamo che nel meraviglioso governo di Gentiloni e nell’ancor più meraviglioso governo di Renzi, nel silenzio educatissimo e senza dire parolacce, è stato preso tutto il mondo dell’informazione e ricordiamo cosa diventò la Rai e che cosa furono i giornali“.
Cacciari obietta: “Queste sono tutte generalizzazioni. Tutti quelli che sono stati al governo hanno cercato di acchiapparsi la Rai e hanno avuto il tic di cercarsi la stampa amica o di denunciare quelli che dicevano le bugie. E’ un tic che è sempre esistito e che oggi è particolarmente destrutturato, forse perché, come dice Buttafuoco, costoro, non avendo frequentazioni di potere, sono particolarmente esposti, instabili, fragili anche psicologicamente. Ma sono tutte banalità. Dove sta il pensiero unico? In Italia c’è sempre stato un pluralismo. Sono i 5 Stelle a raccontare queste palle sulla ‘stampa pensiero unico’ e ‘tutti contro di noi’. Anche Renzi aveva in parte questa ossessione”. E chiosa: “La stessa ossessione contro la stampa ce l’ha Donald Trump, con la differenza che qui ce ne possiamo anche fottere perché non sappiamo quanto dureranno Di Maio e il M5s, mentre di là c’è il presidente degli Stati Uniti”.

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