Ridurre la pesca di acciughe e sardine del 4% l’anno per tre anni. Questo il punto principale del piano pluriennale per i piccoli pelagici dell’Adriatico, approvato oggi durante la seduta plenaria dell’Europarlamento. L’obiettivo della proposta di regolamento è quello di salvaguardare la specie e al contempo la pescosità del mare.

Trecentoquarantadue eurodeputati si sono espressi come favorevoli al testo, mentre 295 hanno votato contro. Di fatto l’Eurocamera ha confermato il testo della relazione della parlamentare croata Ruza Tomasic, già approvato in Commissione pesca, che presentava alcuni emendamenti rispetto al piano inizialmente proposto dalla Commissione europea che aveva previsto un sistema di quote flessibili come primo passo per poi arrivare a una gestione sostenibile degli stock. La proposta, che riguarda principalmente Italia, Croazia e in misura limitata la Slovenia, ha avuto una gestazione molto lunga: il testo era stato presentato dalla Commissione europea nel marzo 2017. Ora il regolamento dovrà essere negoziato con la Commissione e con il Consiglio Ue, ma al momento, l’accordo tra i paesi partner sembra lontano.

“È passata la proposta che meglio riesce a coniugare la tutela delle risorse ittiche e del lavoro dei pescatori”, ha commentato la capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, Elisabetta Gardini, spiegando il piano e aggiungendo che a “proteggere i pescatori durante i periodi di fermo pesca, ci saranno gli indennizzi del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca”. L’eurodeputata ha poi sottolineato: “Il dialogo di questi mesi con le marinerie di Chioggia, Pila e tutte le associazioni di pesca è stato fondamentale per proporre soluzioni e trovare una sintesi che trovasse l’accordo anche di croati e sloveni, in un’ottica di collaborazione e concorrenza leale”.

Anche Rosa D’Amato del Movimento 5 stelle ha commentato soddisfatta l’approvazione del piano. “Abbiamo vinto una battaglia importante – ha detto l’Eurodeputata – Abbiamo sconfitto i tentativi della Commissione di imporre una proposta basata su calcoli e valutazioni non corretto che avrebbe messo in ginocchio i nostri pescatori e avrebbe costretto gli italiani a mangiare sardine e acciughe importate dall’estero”.

Contrario alla proposta invece il Wwf che ha definito il regolamento approvato un “voto a favore di una pesca insostenibile“. “Il Parlamento europeo ha perso l’opportunità di aiutare gli stock ittici di quest’area a riprendersi da una pesca eccessiva, mancando quindi l’opportunità di garantire un futuro sostenibile per la regione più sfruttata del mondo”, si legge in una nota dell’associazione ambientalista che invita quindi la Commissione europea a ritirare la proposta e a presentare un nuovo piano di gestione.

“Il valore di riduzione è addirittura inferiore a quello del 5% adottato un mese fa dalle Nazioni Unite come misura di emergenza a livello internazionale per evitare il collasso di questi stock ittici – continua la nota – Entrambi i valori comunque sono lontani dalle raccomandazioni che indicano di ridurre le catture di queste specie rispettivamente del 10 e del 25%”.

“Questo risultato estremamente deludente ci indica che i deputati europei sono più preoccupati di garantire i profitti a breve termine dell’industria piuttosto che seguire il parere scientifico volto a garantire la sostenibilità degli stock ittici, a ridurre gli impatti negativi della pesca sull’ambiente e a produrre vantaggi socioeconomici nella regione mediterranea”, ha affermato la responsabile di Wwf Italia, Giulia Prato. L’auspicio dell’associazione ambientalista è che il nuovo Parlamento europeo che nascerà nel 2019 “riconosca l’importanza di promuovere pratiche sostenibili per avere un mare in salute”.