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Giampiero Ventura fa il primo punto alla guida del Chievo e negli spogliatoi si dimette

Dopo quattro partite l'ex commissario tecnico della nazionale ha deciso di farsi da parte. La società veneta al momento non ha fornito alcuna spiegazione. Di certo ora sarà costretta a trovare il terzo allenatore per una stagione comunicata nel peggiore dei modi
Giampiero Ventura fa il primo punto alla guida del Chievo e negli spogliatoi si dimette
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Primo punto in campionato e dimissioni. Domenica surreale in casa Chievo Verona, che con il pareggio odierno contro il Bologna (2-2) è riuscito finalmente ad annullare la penalizzazione ricevuta a inizio anno. I clivensi restano sempre ultimi in classifica, ma almeno hanno eliminato il segno meno in graduatoria. Dopo il triplice fischio, però, la doccia fredda: Giampiero Ventura ha deciso di dimettersi. Una decisione strana quella dell’ex commissario tecnico della nazionale, sulla panchina dei veronesi da sole quattro gare, in cui ha racimolato tre sconfitte e l’odierno pareggio. Stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’allenatore dopo la partita è rimasto a lungo negli spogliatoi a parlare con la squadra, a cui ha comunicato la sua decisione. Successivamente non si è presentato alla canonica intervista post match. La società veneta al momento non ha fornito alcuna spiegazione. Di certo ora sarà costretta a trovare il terzo allenatore per una stagione comunicata nel peggiore dei modi.

“Dobbiamo prenderci tutti un po’ di ore a mente fredda per capire i pensieri che sono emersi a caldo – ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport il direttore sportivo dei clivensi Giancarlo Romairone – Subito dopo la partita il mister mi ha detto che sarebbe andato a comunicare alla squadra questa situazione. A caldo è emerso questo suo malessere. La squadra aveva fatto una buona prestazione – ha aggiunto – i giocatori hanno dimostrato di essere con l’allenatore, poi ci sono le difficoltà oggettive in campo“. Il ds del Chievo ha poi sottolineato che “per il rapporto che si è creato con il presidente è giusto che parli con lui e si faccia una verifica ristretta tra noi, è giusto prendersi una pausa di riflessione e capire quando il mister sarà sereno quali sono le motivazioni di questa comunicazione a caldo che ha voluto fare alla squadra che fa emergere anche un po’ di imbarazzo – ha concluso – Noi siamo fermi e consapevoli che quello che abbiamo deciso un mese fa è quello che pensiamo. La speranza è che torni sui suoi passi? Non si tratta di speranza, ci deve essere consapevolezza. Bisogna essere tutti convinti e consapevoli“.

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