Un concorso straordinario subito per le maestre, il ritorno del vecchio concorsone in futuro: la scuola italiana si prepara ad almeno altre due tornate di prove nei prossimi due anni, da distinguere bene l’una dall’altra. La prima sarà una vera e propria sanatoria, conseguenza dell’annoso caso dei diplomati magistrali, ed arriverà già nei primi mesi del 2019. La seconda, invece, è l’ennesima riforma governativa del sistema del reclutamento e per ora non ha scadenze precise. E non è tutto: presto potrebbe esserci qualche novità anche per il sostegno.

Il ritorno al concorsone (in futuro) – La grande novità contenuta nella legge di bilancio (per ora è solo una bozza, dovrà essere approvata entro fine anno) è il ritorno del concorsone per diventare insegnanti, che Il Fatto Quotidiano ha già raccontato: il governo Lega-M5s ha deciso di cancellare il cosiddetto Fit (Formazione iniziale e tirocinio), il percorso triennale di apprendistato creato dalle precedenti ministre Giannini-Fedeli, che avrebbe dovuto debuttare il prossimo anno e invece muore ancora prima di nascere. Si torna all’antico, al classico concorsone aperto a tutti i laureati (con 24 crediti universitari in materie pedagogiche): chi lo vince viene assunto, chi supera gli esami senza rientrare in posizione utile in graduatoria è abilitato alle supplenze, gli altri potranno riprovarci. Questa la riforma teorica, che dovrà comunque passare per la discussione parlamentare. Presto per dire dunque quando il nuovo meccanismo verrà effettivamente messo in pratica: il bando potrebbe arrivare solo nel 2019, quindi si può immaginare un nuovo concorsone nel giro di un paio d’anni, con le relative assunzioni a partire dall’anno scolastico 2020/2021 (nel migliore dei casi).

Prima sanatoria per le maestre – Prima sicuramente arriverà il concorso straordinario per infanzia e primaria, il cui decreto è stato pubblicato proprio in questi giorni, quasi in contemporanea con la stesura della manovra (di qui la possibile confusione, e la necessità di fare chiarezza). Sarà un concorso per modo di dire, visto che non sarà selettivo: tutti i partecipanti saranno assunti; insomma, una vera e propria sanatoria. E non c’è da sorprendersi se ai candidati non sarà richiesta neppure la certificazione B2 per l’insegnamento della lingua straniera (come specificato dal governo nel decreto). Si tratta infatti della risposta del governo al caso dei diplomati magistrali, le maestre che insegnavano da anni in virtù di un vecchio titolo abilitante (che però non dà diritto all’assunzione): dopo l’ultimo e definitivo pronunciamento sfavorevole del Consiglio di Stato, il Ministero ha deciso di ottemperare alla sentenza, di fatto licenziando tutti gli insegnanti coinvolti, ma porvi anche rimedio con una procedura riservata che permetterà la loro nuova assunzione in futuro. Potranno partecipare i diplomati magistrali, appunto, ma anche i laureati in scienze della formazione primaria con almeno due anni di servizio. Il decreto appena pubblicato ne chiarisce anche tempi e dettagli: domande di partecipazione a novembre, una prova orale a inizio 2019, graduatoria con valutazione dei titoli (70% del totale) per l’ordine di immissione in ruolo già a partire dal prossimo settembre.

Nuovi concorsi per il sostegno – Non è finita qui, perché dopo la sanatoria (ma prima del prossimo concorsone), potrebbe esserci spazio anche per dei provvedimenti ad hoc per il sostegno. In questo caso non parliamo di vere e proprie assunzioni, ma solo di corsi di specializzazione, per risolvere almeno il problema della carenza di docenti qualificati (certo poi resterà quello delle troppe supplenze da affrontare). Il ministro Marco Bussetti ha parlato di un piano pluriennale da tre cicli di formazione specialistica per circa 40mila posti (che sono appunto il fabbisogno della scuola italiana secondo gli ultimi censimenti). Per il momento in manovra non c’è nulla a riguardo, al Miur ragionano su un provvedimento a parte. Anche in questo caso per accedere al tirocinio ci saranno delle prove da superare: il calendario degli aspiranti prof si annuncia sempre più fitto.

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