Richetti ha detto che non vuole un partito di figli di papà? Non so a chi si riferisse questo signore. Ci sono personaggi che cercano di farsi pubblicità gratuita strofinandosi su De Luca, perché sono una tale nullità che, se non litigano con me, nessuno si accorge della loro esistenza”. E’ la durissima bordata pronunciata ai microfoni di “Barba e capelli”, su Radio Crc, dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro il candidato alla segreteria Pd, Matteo Richetti, che sabato scorso, nella sua prima uscita ufficiale a Melito, in Campania, ha attaccato il suo compagno di partito. De Luca aggiunge: “I miei figli sono ragazzi che vivono del proprio lavoro e della professione, e non di politica politicante come il signore suddetto. Il mio primo figlio, vincitore di concorso universitario, è stato 11 anni a lavorare in Lussemburgo alla Corte di Giustizia Europea. Non ha bisogno di fare il politicante per vivere. Stessa cosa per il mio secondo figlio. Siamo un Paese di barbari e, quando qualcuno non ha niente da dire, scivola sulla volgarità e sulla barbarie. Chiudiamo questa parentesi, perché non abbiamo tempo da perdere”.
Il politico dem passa quindi ad analizzare lo stato del suo partito: “Il Pd vive una situazione seria, grave, che chiede un’analisi e un’autocritica che ancora non sono state fatte. Se io dovessi spiegare a un cittadino normale per quale motivo abbiamo perduto la metà dei voti in tre anni, non saprei cosa dire. Poi io lo so cosa dobbiamo dire. Il Pd in qualche modo ha salvato l’Italia, perché la situazione era drammatica e potevamo fare la fine della Grecia, ma ci sono state anche decisioni assolutamente sbagliate, e in qualche caso gravissime, che un po’ alla volta ci hanno fatto perdere consenso. Ed è di queste decisioni che nel Pd non si parla”. Ed elenca gli errori commessi: “La riforma della scuola è stato un disastro totale. Tutto il mondo della scuola è contro il Pd e nessuno ancora ha chiesto scusa al mondo della scuola, per l’ottusità burocratica che hanno dimostrato il Pd e il governo precedente. Altri sbagli riguardano il mondo della pubblica amministrazione, il codice degli appalti, la riforma delle province, che è stata un disastro totale. Esistono due temi centrali: il lavoro e la sicurezza. Due anni fa ho proposto il piano per il lavoro: pensate che qualcuno dei dirigenti nazionali abbia avuto modo di rilanciare questa proposta? Non dicono niente né sul lavoro, né sulla sicurezza”.
E puntualizza: “La sicurezza è un bisogno umano primario e chi la chiede non è un repressore o un fascista, ma un padre di famiglia che vuole stare tranquillo a casa sua. La sicurezza ha due facce: quella dell’accoglienza, dell’umanità, dell’inclusione. Ma c’è anche la faccia dei farabutti, dei delinquenti extracomunitari, delle bande che fanno spaccio di droga, sfruttano la prostituzione, fanno accattonaggio continuo, rompono le scatole. Rispetto a questo problema dobbiamo avere la mano ferma ed è un discorso che vale per tutti, extracomunitari e non. La cosa incredibile è che nel Pd di questo tema si continua a non parlare”.
E chiosa: “Minniti ha fatto un lavoro molto intelligente lo scorso anno. I flussi migratori si sono di gran lunga ridotti, ma sul tema specifico della sicurezza urbana non si è fatto assolutamente niente. Se non affrontiamo questo problema, ci separiamo dalle persone normali”.

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