Polemica rovente a Otto e Mezzo (La7) tra il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e il giornalista de Il Corriere della Sera, Beppe Severgnini. Travaglio ribadisce che non si può lasciar comandare i mercati e critica l’atteggiamento assunto dal governo gialloverde: “Noi dobbiamo avere una politica forte che sappia fronteggiare i mercati e che cerchi di persuaderli sulla bontà delle sue scelte, senza delegare a loro i compiti della politica, che deve fare quello che ha promesso ai cittadini. L’errore drammatico di questo governo è che è partito in guerra con tutti questi nemici. E invece di cercare alleati, di dividere il fronte avversario, di parlare con una sola voce autorevole e sempre uguale, ha cominciato a parlare con una cacofonia di esternazioni e di numeri contraddittori. E quindi” – continua – “si è presentato in ordine sparso, cosa che non puoi fare quando hai nemici poco importanti, figuriamoci quando hai questo livello di nemici. Non puoi affatto andare allo scontro, perché così lo hai perso in partenza“. E aggiunge: “E’ quello che stanno facendo, purtroppo per loro, i nostri ministri, a meno che non diano retta a Fico, che raccomanda toni pacati e persuasione, o a Conte, che, anziché sberciare a destra e a sinistra, convoca le concessionarie pubbliche e le aziende di Stato per invitarle a investire di più, perché solo una politica di investimenti pubblici può convincere i mercati che questa manovra sarà espansiva e non semplicemente a debito”.
Severgnini commenta: “Marco e io ci conosciamo da tanti anni, ma questa sua versione filogovernativa mi mancava. Devo dire che mi colpisce”.
Travaglio insorge: “Io non sono affatto filogovernativo. Smettila di fare la caricatura, rispondi alle cose che ho detto. Io ho detto che questo governo si muove come l’armata Brancaleone. Se questo, secondo te, è filogovernativismo, accomodati. Io potrei citare tutte le cose che hai scritto sui precedenti governi, quelli che hanno ingigantito il nostro debito e che tu descrivevi come i salvatori della patria“.
La firma del Corriere ribatte: “Non mi vergogno di dire che con Gentiloni mi sentivo un po’ più tranquillo“.
Pure con Renzi ti sentivi più tranquillo”, replica Travaglio.
Severgnini continua: “Quando un governo fa qualcosa che non ci convince, a noi giornalisti tocca dirlo. Tu lo hai fatto molto spesso nella tua carriera e te lo riconosco. Lo abbiamo fatto io, tu, Lilli e migliaia di colleghi. Questo non vuol dire andare contro la democrazia, ma fare il nostro mestiere. Che poi Beppe Grillo ci voglia mangiare e poi vomitare, benissimo, anche se in verità, siamo indigesti ed è una pessima idea”.
E precisa: “Non sto caricaturando nessuno, né dico che il governo non possa toccare la riforma Fornero. Ho detto che, secondo me, è una idea sbagliata farlo perché non ce lo possiamo permettere. Se vogliono cambiare la legge sulle pensioni, devono convincere me elettore, anche se non ho votato per loro, sul fatto che hanno i soldi per modificare la riforma Fornero. In realtà, non hanno i soldi per questa riforma, né per fare la flat tax. Dicono cifre diverse. Ma siamo alle comiche?”