Sono stati i protagonisti di una sorta di spedizione punitiva nei confronti di alcuni migranti e hanno anche appiccato un piccolo incendio nell’alloggio che li ospita a Bettola, sulle colline piacentine. Non solo, perché le aggressioni fisiche e verbali a un gruppo di giovani si erano protratte nelle scorse settimane, non limitandosi a un solo episodio.

Per questo la procura di Piacenza ha iscritto nel registro degli indagati tre persone (e chiuso ora l’inchiesta) accusate di vari reati con l’aggravante dell’odio razziale. Si tratta di tre uomini di 28, 39 e 53 anni. Due degli indagati, i più anziani, sono accusati dal pm Emilio Pisante di tentato incendio, danneggiamento e violazione di domicilio. Il terzo invece dovrà rispondere di lesioni aggravate, porto di oggetti atti all’offesa, violenza privata, ingiurie, minacce, tentato incendio, stalking, anche lui con l’aggravante dell’odio razziale.

Vittime degli episodi, che risalgono all’inizio di settembre, sono alcuni richiedenti asilo della Costa D’Avorio. In particolare, uno è stato colpito da una scheggia di un vetro, frantumatosi per il lancio di una pietra verso l’abitazione dove è ospitato. Il giorno seguente, la stessa persona, è riuscita ad evitare un boccale di birra che gli era stato scagliato contro e subito dopo, uno degli indagati avrebbe inseguito e raggiunto l’uomo per poi prenderlo a sprangate. La stessa sera, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre indagati hanno lanciato del liquido infiammabile su un balcone della casa dove alloggiano i richiedenti asilo provocando un piccolo incendio che ha distrutto alcuni oggetti personali.

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