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Marinai morirono 35 anni fa in incidente, Cassazione: “Vittime del dovere, mezzo in pessime condizioni: Stato risarcisca”

La decisione accoglie il ricorso della madre di una delle vittime dell'incidente, avvenuto nel 1984. La Corte d'Appello di Torino aveva negato lo status. I giudici: "Il mezzo di trasporto in pessime condizioni ha aggravato il normale rischio connesso al trasferimento"
Marinai morirono 35 anni fa in incidente, Cassazione: “Vittime del dovere, mezzo in pessime condizioni: Stato risarcisca”
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Sono “vittime del dovere” i 37 marinai, quasi tutti di leva, morti il 18 dicembre 1983 precipitando dal viadotto sul rio Castagna, lungo l’autostrada A12 Genova-Livorno vicino allo svincolo di Genova Nervi. Lo ha ribadito la Cassazione, che già nel 2017 aveva affermato il diritto dei familiari delle vittime a ricevere dallo Stato l’indennizzo che spetta ai parenti di chi muore in “particolari condizioni” nello svolgimento del proprio servizio alle dipendenze della pubblica amministrazione, in base a una legge del 2005 adottata in recepimento di una direttiva europea. Prima delle pronunce di legittimità, diversi giudici di merito avevano negato alle famiglie delle vittime il diritto a questa forma di risarcimento.

I marinai, partiti dalla caserma Maricentro di Aulla Lunigiana, nello spezzino, erano in viaggio premio allo stadio Delle Alpi di Torino per assistere alla partita Juventus-Inter. Il pullman Iveco Fiat della Marina militare su cui viaggiavano sbandò durante un sorpasso all’uscita di una galleria, sfondando il guardrail. Gli accertamenti della Polizia stradale rivelarono che non era stata la velocità – tra gli 80 e gli 85 km orari – a far ribaltare il mezzo, ma le gomme totalmente usurate e il motore in cattive condizioni.

Il risarcimento è dovuto a causa della “sussistenza di condizioni straordinarie che avevano aggravato il normale rischio connesso al trasferimento, determinate dall’utilizzo di un mezzo di trasporto in pessime condizioni di manutenzione a dispetto delle avverse condizioni meteorologiche”, hanno stabilito i giudici accogliendo il ricorso della madre di Umberto De Mare, una delle vittime: altri ricorsi sono in attesa di essere esaminati. La signora aveva impugnato la sentenza della Corte di Appello di Torino che nel 2015 aveva negato al figlio lo status di vittima del dovere. Ora gli atti passeranno alla Corte di Appello di Milano, che dovrà, dopo 35 anni, dare il via libera al versamento dell’indennizzo. Il ministero della Difesa e quello dell’Interno non si sono opposti in sede giudiziaria.

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