Che Mazda sia uno di quei marchi a sè stante, nel panorama automobilistico, era chiaro da tempo. Le scelte tecniche, nel corso degli anni, l’hanno sempre distinta. Così è stato per il motore rotativo, ad esempio: sviluppato, poi messo da parte, e quindi riproposto nei panni di range extender su una sportiva a batteria che vedrà la luce nel 2020 su piattaforma dedicata. Mentre l’avventura coi primi powertrain ibridi comincerà già l’anno prossimo. Anche la corsa al downsizing dei propulsori, ha visto la casa di Hiroshima protagonista al contrario: niente misure striminzite, ma quelle giuste. Del resto, la tecnologia Skyactiv lo permette. E in ultimo il tanto vituperato diesel, in calo in Europa ma che secondo il numero uno della filiale italiana Roberto Pietrantonio “logora chi non lo sa fare”, nel senso che “allo stato dell’arte ha emissioni confrontabili con quelle di ibrido e per certi versi elettrico. Il problema è chi non ci investe e non lo sviluppa più”.

Mazda, al contrario, ci punta forte. Per il futuro è in cantiere addirittura un nuovo sei cilindri, probabilmente 3.2 di cilindrata, che equipaggerà i modelli più di “rappresentanza” del marchio. Il presente invece ci narra di una vettura chiave come il suv compatto CX-3 che si rinnova, proprio nel solco della linea tracciata. A partire da motori correttamente dimensionati, secondo i tecnici giapponesi: 1.8 e 2.0 benzina da 121 e 150 Cv, e soprattutto un nuovo diesel 1.8 da 115 cavalli. Tutti certificati Euro 6d-TEMP, nonostante l’assenza di riduzione selettiva catalitica per il gasolio nonché di filtro antiparticolato sui benzina. La tanto sbandierata “ottimizzazione” dei motori a combustione, a cui la mobilità a elettroni sta rubando la scena mediatica, pare che in Giappone sia realtà.

E, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nulla toglie al piacere di guida. Certo, il 1.8 benzina è più “tranquillo” rispetto al 2.0, aiutato oltre che dai cavalli pure da un cambio automatico che, da un’impostazione docile, all’occorrenza si trasforma in qualcosa di molto più dinamico, che sfrutta appieno la trazione integrale.

La nostra preferenza, tuttavia, va al 1.8 a gasolio: erogazione progressiva senza “scossoni”, agilità e potenza disponibile fin dai bassi regimi, una certa silenziosità che non guasta. E un dimensionamento adeguato alle necessità di una vettura, che tra l’altro beneficia di una taratura ottimale delle sospensioni e di un servosterzo preciso.

Il restyling, oltre al nuovo diesel e a qualche ritocco estetico qua e là, ha anche portato novità per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida: debuttano infatti sulla nuova CX-3 la frenata automatica d’emergenza (con riconoscimento di pedoni e ostacoli grazie ad una telecamera) e l’Adaptive Cruise Control. E c’è anche un freno di stazionamento elettrico in luogo di quello tradizionale. Non è stata messa mano più di tanto, invece, al sistema di infotainment, ancora gestito da un display da 7″ al centro del cruscotto che tuttavia non è tattile. Peccato, perché ormai il touch screen sta diventando un must.

Infine, i prezzi. La CX-3 è disponibile nei quattro allestimenti Evolve, Business, Executive, ed Exceed, ed il listino parte da 21.470 euro della versione base Evolve 2.0 da 121 Cv con trazione anteriore, fino ad arrivare a lambire i 30 mila della Exceed 1.8 diesel con trazione integrale e cambio automatico.

MAZDA CX-3 – LA SCHEDA

Il modello: è il restyling del city crossover di taglia media di Mazda

Dimensioni: lunghezza 4,28 m, larghezza 2,05 m (con specchietti), altezza 1,54 m

Motori: benzina 1.8 e 2.0 da 121 e 150 Cv, diesel 1.8 da 115 Cv

Consumi nel ciclo combinato: da 4,4 a 7 l/100 km

Emissioni: da 114 a 160 g/km di anidride carbonica

Prezzo: da 21.470 euro

Ci piace: estetica e handling

Non ci piace: il display da cui si gestisce l’infotainment di bordo non è tattile