Confronto vivace a L’Aria che Tira Estate (La7) tra Teresa Bellanova, senatrice Pd ed ex viceministro dello Sviluppo Economico nel governo Renzi-Gentiloni, e Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. Il dibattito è incentrato sulla trattativa Ilva, conclusasi con l’accordo siglato nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il quale è duramente attaccato da Bellanova: “In questo accordo è riuscito a capitolare su tutto e ha preso il lavoro che avevamo fatto io e Calenda. Ricordo che Mittal partiva da 8mila posti di lavoro, noi li abbiamo portati in modo vincolante a non meno di 10mila. Quello che è riuscito a fare Di Maio è sperperare risorse pubbliche. Mittal doveva entrare in gestione dell’Ilva” – continua – “il 1 luglio 2018 e così non è stato. Ecco, questo è il risultato raggiunto da Di Maio: 75 milioni di euro scaricati sulla collettività, perché l’Ilva perde un milione di euro al giorno”. Palombella riconosce il lavoro meritorio dell’ex viceministro, ma puntualizza: “Noi non abbiamo fatto l’accordo con Calenda perché non esistevano le condizioni di merito. Il piano Calenda prevedeva 4mila esuberi, cioè lavoratori che non avevano una prospettiva occupazionale: 1500 persone erano dipendenti dell’Ilva che dovevano andare in una nuova società tutta da creare e priva di alcuna dote e di know-how per poter gestire questi esuberi”. “Io sono andata a Taranto, anche se c’erano quelli che mi contestavano” – rivendica Bellanova – “Di Maio non ci ha messo piede. Sono andata anche a Melendugno per la Tap e sono stata cacciata dai contestatori antidemocratici. E quelli che dicevano che io e Renzi volevamo ammazzare i bambini di Taranto poi hanno sostenuto che l’accordo con Mittal si doveva fare. Così non funziona. Così si crea antipolitica”. Palombella ribadisce che il mancato accordo con Calenda era motivato dall’assenza delle condizioni per un’intesa e precisa: “Noi in questa trattativa abbiamo avuto la certezza di un ministro (Di Maio, ndr) che è stato presente dall’inizio alla fine e che si è preoccupato di concludere il negoziato con un accordo, altrimenti, senza questo accordo, a quest’ora avremo parlato di chiusura dell’Ilva”. Bellanova rinfaccia la convocazione passata di uno sciopero dei sindacati per essere convocati da Di Maio, ma Palombella ribatte: “No, non abbiamo indetto quello sciopero per essere convocati. E infatti non l’abbiamo annullato dopo la convocazione, ma dopo l’accordo firmato”