La senatrice democratica statunitense Elizabeth Warren invoca il 25esimo emendamento della Costituzione per rimuovere il presidente Donald Trump dal suo incarico. “Se gli alti funzionari dell’amministrazione pensano che il presidente degli Stati Uniti non sia in grado di fare il suo lavoro, allora dovrebbero invocare il 25esimo emendamento”, ha dichiarato la potenziale candidata dem alla Casa Bianca nel 2020 alla Cnn. Gli “alti funzionari” menzionati sono un chiaro riferimento all’editorialepubblicato in forma anonima nei giorni scorsi sul New York Times, in cui un esponente dell’amministrazione Trump critica fortemente l’attuale presidente statunitense.

“La Costituzione prevede una procedura ogni qualvolta il vicepresidente e gli alti funzionari pensano che il presidente non possa svolgere il suo lavoro”, ha continuato la senatrice alla Cnn. La quarta sezione dell’emendamento citato dalla Warren consente infatti al vice presidente e alla maggioranza del gabinetto di presentare una proposta scritta al Congresso, se ritengono che l’inquilino della Casa Bianca non sia in grado di “esercitare i poteri e doveri del suo ufficio”. Inoltre, nella dichiarazione scritta non è necessario che siano precisate le motivazioni della richiesta. A seguito della comunicazione poi, il vice presidente assume subito l’incarico, mentre è previsto un eventuale ricorso del presidente. La decisione diventa in ogni caso definitiva dopo una votazione al Congresso. “Siamo chiari: abbiamo già una crisi costituzionale se i membri del gabinetto ritengono che il presidente degli Stati Uniti non è in grado di fare il suo lavoro”, ha scritto sui social la senatrice.

Nell’editoriale che ha suscitato un dibattito sia tra gli esponenti del partito democratico che alla Casa Bianca, l’alto dirigente anonimo ha scritto di far parte di una “resistenza silenziosa” che lavora per contrastare le “peggiori inclinazioni” del presidente degli Stati Uniti. Una “resistenza” che non porterebbe avanti da solo, ma assieme a degli alleati. Ma non si tratterebbe di un’azione volta a rovesciare il governo: lo scopo sarebbe portare l’operato dell’amministrazione a importanti successi ed evitare derive dannose. Dal canto suo, Donald Trump ha respinto tutte le accuse mosse nell’editoriale e si è scagliato ancora contro il quotidiano newyorkese definendolo “morente”.  “L’individuo dietro alla lettera ha scelto di tradire invece di sostenere il presidente eletto degli Stati Uniti. Al primo posto non ha messo il paese ma se stesso e il suo ego. Questo codardo dovrebbe fare la cosa giusta e dimettersi”, ha poi affermato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders.