Cartellini usati sia in ingresso che in uscita per giustificare assenze “ingiustificabili” a lavoro. Sono venti i dipendenti civili del ministero della Difesa, su 31 in servizio, ad essere finiti nel mirino della procura di Nuoro. Quasi i due terzi dell’attuale personale non militare della caserma Loy sono accusati di essere dei “furbetti del cartellino”. Al momento nessuno risulta indagato, ma gli avvisi di garanzia da parte degli inquirenti nuoresi sarebbero imminenti.

Come riporta questa mattina La Nuova Sardegna, all’attenzione degli investigatori ci sono gli orari registrati dai badge della sede del ministero della difesa a Nuoro. A dare il via alle danze è stato un blitz dei Carabinieri nei locali della vecchia caserma Loy, nel cuore della città, davanti al Quadrivio. Nei giorni scorsi otto gazzelle dei militari si sono presentate all’ingresso per sequestrare diversi faldoni cartacei. Ma anche le immagini di videosorveglianza, e i cd con le informazioni digitali necessarie a fare luce sugli episodi di assenteismo.

Sotto la lente di  degli investigatori ci sono proprio gli orari registrati dai badge dei dipendenti: dagli impiegati amministrativi, ai tecnici con diverse qualifiche. I quali, è l’ipotesi, hanno usato e abusato i cartellini in ingresso e in uscita per aggirare il sistema e giustificare assenza “ingiustificabili”, come scrive il quotidiano locale. La Procura di Nuoro ha aperto un’inchiesta per ora coperta da massimo riserbo. Le “furbate” via cartellino, potrebbero costare ai dipendenti statali il reato di truffa continuata ai danni dello Stato. Al momento non ci sono provvedimenti a carico delle persone attenzionate dagli inquirenti, ma gli avvisi di garanzia potrebbero arrivare presto. L’inchiesta arriva proprio quando il personale civile e militare dell’ex caserma Loy è in fase di trasloco verso la nuova caserma di Pratosardo inaugurata qualche mese fa.

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