Cartellini usati sia in ingresso che in uscita per giustificare assenze “ingiustificabili” a lavoro. Sono venti i dipendenti civili del ministero della Difesa, su 31 in servizio, ad essere finiti nel mirino della procura di Nuoro. Quasi i due terzi dell’attuale personale non militare della caserma Loy sono accusati di essere dei “furbetti del cartellino”. Al momento nessuno risulta indagato, ma gli avvisi di garanzia da parte degli inquirenti nuoresi sarebbero imminenti.

Come riporta questa mattina La Nuova Sardegna, all’attenzione degli investigatori ci sono gli orari registrati dai badge della sede del ministero della difesa a Nuoro. A dare il via alle danze è stato un blitz dei Carabinieri nei locali della vecchia caserma Loy, nel cuore della città, davanti al Quadrivio. Nei giorni scorsi otto gazzelle dei militari si sono presentate all’ingresso per sequestrare diversi faldoni cartacei. Ma anche le immagini di videosorveglianza, e i cd con le informazioni digitali necessarie a fare luce sugli episodi di assenteismo.

Sotto la lente di  degli investigatori ci sono proprio gli orari registrati dai badge dei dipendenti: dagli impiegati amministrativi, ai tecnici con diverse qualifiche. I quali, è l’ipotesi, hanno usato e abusato i cartellini in ingresso e in uscita per aggirare il sistema e giustificare assenza “ingiustificabili”, come scrive il quotidiano locale. La Procura di Nuoro ha aperto un’inchiesta per ora coperta da massimo riserbo. Le “furbate” via cartellino, potrebbero costare ai dipendenti statali il reato di truffa continuata ai danni dello Stato. Al momento non ci sono provvedimenti a carico delle persone attenzionate dagli inquirenti, ma gli avvisi di garanzia potrebbero arrivare presto. L’inchiesta arriva proprio quando il personale civile e militare dell’ex caserma Loy è in fase di trasloco verso la nuova caserma di Pratosardo inaugurata qualche mese fa.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Roma, crolla porzione di muro del Monte Tarpeo, nel Foro. Illesi due vigili urbani

next
Articolo Successivo

Calabria, le pile del ponte Allaro si stanno abbassando: l’Anas lo chiude ai tir e abbassa il limite di velocità a 30 orari

next