“Era il 24 luglio, un sabato. Ci siamo visti al Ministero”. Il fotografo Oliviero Toscani racconta in un’intervista al Corriere della Sera il suo incontro con il vicepremier Luigi Di Maio per lo scatto dell’immagine poi finita sulla copertina di Forbes Italia. “Parla bene, è molto più fresco di quelli tristi che c’erano prima se è per questo”, dice Toscani. “Meglio lui dell’ex ministro Carlo Calenda? No, no. Ovvio che Calenda è più preparato. Di Maio è un pivello“, aggiunge poi il fotografo. “È divertente -continua – è il primo napoletano che si è fatto fregare da un milanese“.

Molte testate, tra cui Repubblica e lo stesso Corriere, avevano raccontato dello scatto realizzato da Toscani a Di Maio, mettendo in evidenza che il primo è considerato da tutti “il fotografo di Benetton“, mentre il secondo è tra i più critici con la famiglia di Ponzano Veneto dopo il crollo del Ponte Morandi. L’incontro però è avvenuto prima dei 43 morti di Genova. Tant’è che è lo stesso Toscani ad attaccare: “Voi della stampa siete veramente delle teste di c…”. “Io sono un fotografo indipendente che lavora per varie società – aggiunge – Da quanto esce Forbes in Italia ho fatto io tutte le copertine ad eccezione di due perché ero via. E per 18 anni non ho lavorato per Benetton”.

“Cosa c’entro con Benetton e cosa c’entro con il ponte di Genova?”, chiede il fotografo. “Adesso sembra che il ponte l’abbia fatto cascare io o Benetton, ma robe da matti. Per questo è un Paese di incattiviti e carogne. Anzi, la maggioranza è carogna e difatti il governo rispecchia la maggioranza”, aggiunge. Poi il racconto della visita al ministero per fotografare Di Maio: “Una persona molto civile, saluta: ‘Ciao ciao’. Ci siamo dati del tu. Sono stato con lui due ore, gli ho fatto vedere anche l’ultimo lavoro che ho fatto per i Benetton, quello con i ragazzi nudi. E gli è piaciuto. Mi ha detto: ‘Interessante’. Ecco ho notato che non ha una grande cultura artistica…”.

Toscani racconta al Corriere che nell’ufficio “c’era un quadro di Depero” e Di Maio “non sapeva neanche chi fosse”. “È un ragazzo simpatico, ne avevo tanti compagni di scuola così al liceo: primi della classe, che poi non hanno fatto grandi carriere però”, continua il fotografo. Quindi i commenti sul vicepremier proseguono: “È molto più fresco di chi c’era prima”, ma “un pivello” che “si è fatto fregare” da Matteo Salvini.

“Ci tengo a ricordare che io sono stato uno dei primi a dire che sarebbe stato un disastro. Mi ha querelato e sono ancora processo”, dice Toscani del ministro dell’Interno. Il Corriere gli chiede allora se ha mai fotografato anche Salvini e lui replica: “Mio padre ha fotografato Mussolini a piazzale Loreto, chissà dove fotograferò io Salvini”. Poi il commento finale: “Io sono un testimone del mio tempo, fotografo tutto: dalle donne più belle alle merde più belle“.