“We are all on the same boat”, “Siamo tutti sulla stessa barca“. Così si legge sul manifesto della discordia firmato da Marina Abramovic per la cinquantesima edizione della tradizionale regata velica internazionale. Nell’immagine, la stessa Abramovic regge una bandiera su cui sventola il messaggio – il cui riferimento è alla questione migranti – che ha scatenato le polemiche. “Inaccettabile, di pessimo gusto, immorale che si faccia propaganda politica con una manifestazione, la Barcolana, che appartiene a tutta la città! Mi sto muovendo per farmi consegnare la convenzione stipulata con il Comune di Trieste” ha scritto su Facebook il vicesindaco leghista della città, Paolo Polidori. Un’azione che significa lo stop a 30 mila euro di finanziamenti, Frecce Tricolori, permessi per l’occupazione del suolo pubblico, sicurezza.

Dal canto suo però, il presidente della società velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz ha specificato che il manifesto non sarà ritirato, ma sarà usato per la comunicazione nazionale e internazionale. Insomma, è stato commissionato, è stato realizzato, è stato prodotto, ma a Trieste non comparirà nonostante Barcolana non lo abbia ritirato e non abbia alcuna intenzione di farlo. “Il poster non lo si vedrà” ha ribadito Polidori. Ma alla fine un compromesso si è trovato: il manifesto sarà usato per la comunicazione nazionale e internazionale, mentre a livello locale, la comunicazione visuale dell’evento userà solo le bandiere del Gran Pavese Barcolana, che fanno da sfondo al Manifesto stesso.

Una decisione che è stata vista come una “censura” da parte di molti, tanto che su Twitter l’hashtag #barcolana è entrato nei trend topics. “Il manifesto della #Barcolana 2018, firmato Marina Abramovic, che la Lega vuole nascondere. E io lo faccio vedere, tié” scrive qualcuno. E ancora: “Questo manifesto è bellissimo, geniale. Definitivo”; “La #Barcolana sempre più bella, ancora una volta un gradino avanti a tutte le altre regate”. “Vietato dire “WE ARE ALL IN THE SAME BOAT”: La #Lega contro il manifesto per la #barcolana di #Trieste. E aspettate che vietino di canticchiare:’We all live in a yellow submarine'”.

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