La sua figura agile e biondissima è ispirata a quella di Grace Kelly e Kim Novak. Il cognome invece è quello del filosofo Immanuel, di cui Angela Giussani era una fine conoscitrice. Eva Kant compie 55 anni (di vita editoriale, s’intende). Per festeggiare, la casa editrice Astorina e Mondadori Oscar INK le dedicano un volume speciale: Eva Kant entra in scena, 184 pagine che ripercorrono il primo incontro tra la ladra con gli occhi verdi e il Re del Terrore. Colpo di fulmine destinato a durare per centinaia e centinaia di tavole illustrate. “Hanno ancora un rapporto invidiabile, e lo dico da uomo sposato!” Scherza Mario Gomboli, editore, direttore responsabile e curatore dei soggetti di Diabolik. Al fattoquotidiano.it spiega: “Funziona perché è un rapporto perfettamente alla pari. Con qualche incrinatura, certo, ma alla pari”. Il numero che sta per uscire (in libreria e fumetterie) ha una copertina poster disegnata da Giuseppe Palumbo e una prefazione di Concita De Gregorio: “Abbiamo scoperto per caso che è una fan del fumetto, soprattutto del personaggio di Eva”.

Complice insostituibile e compagna amatissima di Diabolik, la bionda avventuriera comparve per la prima volta nel 1963 in “L’Arresto di Diabolik”, terzo episodio della saga creata dalle sorelle Giussani. Stanche di vedere personaggi femminili solo come graziose figure di contorno, Angela e Luciana ne inventarono uno capace di tenere testa al protagonista. “Prima di Eva Kant, le donne nei fumetti erano sciacquette che si mettevano nei guai aspettando di essere salvate. Invece è Eva che salva Diabolik, già al loro primo incontro”. Questo ribalta i canoni tradizionali: è lei che salva lui, non viceversa. Esattamente come un’altra eroina di inchiostro, lady Maud Beltham, che salva dalla ghigliottina il suo amante Fantomas, il ladro mascherato che ha ispirato per molti aspetti il personaggio di Diabolik.

Parte del fascino di Eva è il suo passato misterioso: l’infanzia in orfanotrofio, i trascorsi da spia industriale. Lady Kant è rimasta vedova molto giovane, in circostanze misteriose: vuoi vedere che a spingere Lord Anthony Kant nelle fauci di una pantera, durante una sfortunata battuta di caccia, sia stata proprio la bella moglie? “Solo due donne potevano inventare un personaggio così”, afferma sicuro Gomboli. Lo spirito di Eva Kant è plasmato a immagine e somiglianza del carattere delle sorelle Giussani, due donne in anticipo sui tempi. Negli anni ’50, quando alle signore di una certa posizione sociale veniva richiesto di essere brave mogli, madri ed eccellenti padrone di casa, Angela Giussani non solo guida l’automobile, ma ha in tasca il brevetto di pilota d’aereo. Cavalca, scia e lavora a fianco del marito, l’editore Gino Sansoni, come autrice, redattrice o addirittura fotomodella. Ma non vuole essere solo la moglie dell’editore: fonda la sua casa editrice, la Astorina, dove lavora insieme alla sorella Luciana. Due signore della buona borghesia milanese alla guida di un’impresa di successo. Per disegnare la loro creatura, Diabolik, chiamano le migliori matite in circolazione. Prestissimo decidono di affiancargli una complice, una compagna, che gli rubi il cuore con la stessa destrezza con cui ruba i diamanti dalle casseforti. Scuro e muscoloso lui, algida bionda lei. Per il nome Angela si ispira al filosofo tedesco: “E poi c’era la K, la K di Diabolik, di Ginko, il loro marchio di fabbrica, portava fortuna – aggiunge il direttore – Era molto superstiziosa”.

L’unione tra Eva e Diabolik resiste da mezzo secolo, nonostante il viavai di bellissime donne comparse nei vari episodi. Certo, non è sempre tutto rose e fiori: “Ogni tanto dobbiamo dare uno scossone alla coppia – racconta Gomboli, che si diverte ancora moltissimo a creare le loro storie – ma il bello del loro rapporto è che è reale. Vivono nello stesso mondo in cui viviamo noi, con le nostre stesse difficoltà”. Giusto con qualche mandato di cattura e qualche ingegnoso travestimento in più. Avventura dopo avventura, colpo dopo colpo (sempre sfrecciando a bordo di una Jaguar d’epoca) Lady Kant è uscita dall’ombra del suo compagno e si è imposta nell’immaginario collettivo con la sua classe e la sua determinazione. Un modello di emancipazione, fascino e scaltrezza: la tutina nera e lo chignon sono ormai diventati iconici. Ladra senza scrupoli, sì, ma anche donna elegante e sofisticata, sensuale ma mai volgare, innamorata ma mai arrendevole. Negli anni è diventata testimonial dei corsi di autodifesa per donne, ha fatto incursioni nella musica pop (nel video di Amore impossibile dei Tiromancino, Claudia Gerini scappa con la Jaguar lasciando a piedi Diabolik) e nella pubblicità (nel 2005, per l’anniversario della Fiat 600). Nel 2013, come regalo per i suoi 50 anni di carta, Angelo Orazio Pregoni ha creato un profumo che porta il suo nome. Il prossimo 28 agosto seguiremo Eva là, dove tutto è iniziato.