Almeno 28 persone sono morte in Pakistan, a Quetta, vicino a un seggio aperto per le elezioni legislative. Si è trattato di un attacco suicida. Secondo quanto riferito da un funzionario locale, Hashim Ghilzai, l’attentatore stava cercando di entrare nel seggio quando la polizia ha tentato di fermarlo. A quel punto si è fatto esplodere. Tra le vittime ci sono tre agenti di polizia e due bambini. L’attacco non è stato ancora rivendicato.

Per le undicesime elezioni generali del Pakistan voteranno 105,9 milioni di elettori nelle loro rispettive circoscrizioni in tutto il Paese. Gli elettori sono chiamati ad eleggere i membri dell’Assemblea nazionale e quattro assemblee provinciali che saranno in carica per i prossimi cinque anni. La sfida è tra la Lega musulmana del Pakistan Nawaz (Pml-N) dell’ex primo ministro Nawaz Sharif che è attualmente incarcerato per corruzione, il Pakistan Tehreek e Insaf (Pti) del giocatore di cricket entrato in politica Imran Khan e il Partito popolare pakistano (Ppp). Tuttavia i resoconti dei media e le parti rivali affermano che Imran Khan gode del sostegno del potente establishment della sicurezza, che lo mette in una posizione di forza per diventare primo ministro.

La campagna elettorale è stata segnata da accuse di interferenze militari e da una serie di attacchi mortali. Sul voto sono stati chiamati a vigilare oltre 800mila tra poliziotti e militari. Circa 450.000 addetti alla sicurezza, tra cui 371.388 membri del personale delle forze armate, sono stati dispiegati nei seggi elettorali e in altre aree correlate. Durante le campagne elettorali in corso, sono state uccise almeno 180 persone, tra cui tre candidati alle assemblee provinciali, e circa 300 persone sono rimaste ferite negli attacchi dei militanti.

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