Fatta la legge trovato l’inganno, si direbbe da noi. Ma siccome tutto il mondo è paese quell’inganno è lo stesso ad ogni latitudine, e a farne la spesa è la nostra salute. Parliamo dell’ultimo capitolo di quella vicenda che non accenna ad esaurirsi, il Dieselgate. Già, perché il Financial Times scrive che “la Commissione Ue ha trovato le prove che i produttori di auto stanno già manipolando le emissioni per i nuovi standard che entreranno in vigore nel 2020, questa volta usando trucchi per far apparire i test peggiori di quanto sarebbero”.

Accuse pesanti, che trovano tuttavia il conforto e la sponda del commissario UE al clima Arias Canete, che alla testata inglese ha così commentato: “non ci piacciono i trucchi. Abbiamo visto cose che non ci piacciono e faremo tutto il necessario affinché i punti di partenza siano reali“.

A cosa si riferisce precisamente Canete? Al fatto che i costruttori stiano cercando di aggirare le nuove norme sui cicli di omologazione WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicle Test Procedure) in vigore dal settembre prossimo, che prevedono prove più realistiche rispetto al “vecchio” NEDC. Soprattutto perché si basano su diverse modalità di guida anche su strada, e considerano anche l’incidenza sui consumi di tutti gli eventuali optional della vettura, oltre che i diversi motori. Il che, come scritto qualche tempo fa, sta mettendo in seria difficoltà alcuni marchi, costringendoli a rallentare o fermare la produzione.

In sostanza il trucco sarebbe quello di far lievitare le emissioni reali, di modo che quando verranno stabiliti i limiti a cui attenersi, questi saranno meno stringenti. A supporto di questa tesi, ci sono le dichiarazioni del JRC, ovvero il Joint Research Center della Commissione UE, che afferma di aver trovato prova della configurazione fraudolenta dei test sui veicoli in 114 set di dati analizzati dallo stesso JRC. Per aumentare le emissioni le prove venivano condotte disabilitando il sistema di Start&Stop, che spegne il motore quando l’auto si ferma in coda o a un semaforo, e utilizzando marce non appropriate durante il tragitto, ma anche montando batterie esaurite.

Così facendo, in pratica, i costruttori riuscirebbero a manipolare i target di emissioni per il 2025/2030 ancora prima che vengano fissati. La Commissione UE si è già attivata per porre rimedio.