“Boeri? Tenete presente che io non ho il potere di rimuovere questa persona: o scade oppure resta lì, quindi noi più che dire, come un normale cittadino, si dovrebbe dimettere non possiamo dire”. Non si placa lo scontro tra Luigi Di Maio e Tito Boeri, presidente Inps, che ieri ha partecipato all’audizione, a Montecitorio, sul decreto dignità e dopo le polemiche scaturite dalla ‘manina’, ovvero le stime del calo degli occupati a tempo determinato, conseguenza delle norme contenute dal decreto fortemente voluto dal ministro Di Maio.
Ieri Boeri si è difeso dalle accuse, ma per il ministro del Lavoro e allo Sviluppo Economico “ora il piano è un altro – e spiega – se il Presidente dell’Inps ha delle idee diverse dalle mie ha tutto il diritto di dirlo, però se poi cominciamo a dire che io mi sto distaccando dalla crosta terrestre allora qui stiamo andando oltre – e aggiunge – se poi queste persone, sono nominate dai governi precedenti, a me viene il sospetto che più che fare l’istituto, si sta facendo opposizione al governo”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, accessibile a tutti.
Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte con idee, testimonianze e partecipazione.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Tito Boeri, il tecnico ‘super partes’ che si schiera con il Capitale

next
Articolo Successivo

Decreto dignità, perché quelle del governo secondo me sono solo chiacchiere

next