“Sì, ho aiutato io Trump a vincere le elezioni in America perché prometteva di migliorare le relazioni fra Usa e Russia”. Vladimir Putin dimostra di avere il senso dell’ironia quando alla fine del supervertice con Donald Trump sbotta mettendo in scena una finta confessione sul Russiagate. Meno raffinato il suo omologo americano che la definisce “un’inchiesta farsa che ci ha tenuti separati“. Parole che provocheranno attacchi infuocati da Washington, anche da parte dei senatori repubblicani.  “Non era questo il piano“, è il commento che la Cnn attribuisce ad una fonte americana direttamente coinvolta nel summit.

D’altra parte il primo faccia a faccia tra i due presidenti è caratterizzato da un clima che definire cordiale è un eufenismo. In effetti la parola adatta per definire la sensazione che traspare nella conferenza stampa di fine vertice sarebbe “complicità” se non fosse che richiama alla mente l’inchiesta del superprocuratore Robert Mueller.  L’inquilino della Casa Bianca definisce l’incontro un “buon inizio, un inizio molto buono”, specificando che per lui Putin è “un concorrente, non un nemico. Penso che la parola concorrente sia un complimento”. Quello del Cremlino parla di “atmosfera franca e amichevole, un round di colloqui davvero proficuo”. E dire che ad Helsinki è il giorno più caldo degli ultimi anni . Non è una metafora: il primo vertice a due tra Trump e Putin si è svolto mentre il termometro faceva segnare i trenta gradi, cioè la temperatura più alta dal 2010, che secondo l’Istituto meteorologico finlandese si raggiunge in media ogni dieci anni. “Riscaldate i nostri cuori, non il nostro Pianeta”, recitava lo striscione di Greepeace esposto davanti al Palazzo presidenziale mentre era in corso il faccia in faccia tra i due leader, entrambi moltro critici sulla teoria del riscaldamento globale. “Fascisti, andate a casa“, gridavano altri manifestanti.

Putin: “Con Trump iniziamo a capirci meglio” – Il supervertice tra i due presidenti – presenti nella sala gotica solo gli interpreti –  è durato due ore e dieci minuti, quaranta in più del previsto. “Credo sia un buon inizio, un inizio molto buono“, ha detto Trump alla fine. “I negoziati con Trump hanno avuto luogo in un’atmosfera franca e amichevole, è stato un round di colloqui davvero proficuo. Dobbiamo ricostruire le fondamenta dei rapporti tra i nostri paesi e trovare il modo di metterli sui binari della crescita. Comunque siamo molto contenti di questo incontro, di solito i nostri colloqui in contesti internazionali erano stati molto più brevi. Ho la sensazione che io e Trump iniziamo a capirci molto meglio adesso“, ha commentato Putin nella incontro con la stampa convocato dopo il vertice. Dal quale un giornalista americano, che sostiene di lavorare per The Nation, è stato fermato dagli agenti della sicurezza e trascinato fuori dalla sala per ragioni che al momento non sono chiare. “Dobbiamo lasciare dietro le spalle questo clima da guerra fredda, non c’è bisogno dello scontro, la situazione è cambiata, bisogna affrontare le sfide comuni, il terrorismo sempre in crescita e il crimine internazionale, per non parlare dei problemi economici e ambientali”, ha aggiunto il presidente russo prima di tornare a professarsi innocente per il cosiddetto Russiagate.


Trump: “Russiagate una farsa” – “Ripeto ciò che ho già detto in molte occasioni: la Russia non ha mai interferito né mai interferirà negli affari interni americani”, incluse le elezioni, e “qualsiasi materiale dovesse venire alla luce, lo potremmo analizzare insieme, attraverso i gruppi sulla sicurezza informatica”, è tornato ad assicurare Putin, spiegando che “da ex agente dell’intelligence so come vengono creati questi dossier”. Il numero uno del Cremlino ha ammesso solo la sua preferenza per il miliardario americano: “Io volevo che Trump vincesse, perché parlava di normalizzare le relazioni con la Russia”. Trump crede ciecamente al nuovo amico russo: “Non c’è stata alcuna collusione non conoscevo il presidente quindi non avevo nessuno con cui colludere. I democratici avrebbero dovuto vincere le elezioni, il sistema elettorale è a loro favorevole, ho battuto la Clinton in modo leale. Lo ripeto: non c’è stata nessun intrigo e nessuna collusione con la Russia nel corso della campagna elettorale”, ha detto Trump. “In generale non ci si può fidare di nessuno – ragione invece da ex agente segreto Putin – Da dove viene quindi quest’idea che io mi devo fidare di Trump e Trump di me? Io difendo gli interessi della Russia, lui degli Usa. Ci sono questioni su cui non siamo d’accordo e altre su cui possiamo trovare una posizione conciliante. Ci sono state accuse che non hanno un fondo di verità, dobbiamo farci guidare dai fatti non dalle speculazioni”. Trump da parte sua è tornato a definire l’inchiesta sul Russiagate “una farsa, un disastro che ci ha tenuto separati. Ancora dobbiamo trovare le prove. Il Russiagate ha messo in difficoltà le relazioni delle due più importanti potenze nucleari”. Battute a parte, invece, Putin ha sfiorato la provocazione  quando – a proposito dei 12 funzionari russi incriminati – si è rivolto direttamente al procuratore speciale Mueller che “può chiedere l’estradizione, oppure possiamo procedere agli interrogatori in Russia e mandare i risultati negli Usa. Possiamo permettere ai rappresentati degli Usa di interrogarli in Russia, ma loro dovrebbero ricambiare lasciandoci interrogare gli agenti che noi riteniamo essere coinvolti in attività illegali in territorio russo”.

Siria, Iran, Crimea – Ma Russiagate a parte di cosa si è discusso al supervertice? “Con Trump – ha spiegato Putin – abbiamo parlato anche di crisi regionali che riguardano non solo la Russia ma anche gli Usa. Ad esempio abbiamo discusso di Siria, dove dobbiamo ristabilire la pace e la riconciliazione. Usa e Russia possono avere una leadership proattiva in questa crisi, solo con la cooperazione si può raggiungere un successo”. “Con Putin – ha detto invece Trump –  abbiamo parlato di una delle sfide più importanti del nostro tempo: la proliferazione nucleare. Ho aggiornato il presidente sul mio incontro con Kim e sono sicuro che Russia e Putin vogliono mettere fine al problema della Corea e lavorare con noi per trovare una soluzione”. “La crisi nella penisola coreana sta trovando una soluzione anche grazie all’impegno di Trump che ha privilegiato il dialogo rispetto all’impegno militare”,ha confermato il numero uno del Cremlino.  Identiche visioni anche su Teheran. Trump: “Bisogna fare pressione per contenere le ambizioni nucleari dell’Iran e per mettere fine alla sua campagna di odio in Medio Oriente”. Putin: “I negoziati di oggi sono stati cruciali per frenare la proliferazione delle armi nucleari. Con l’accordo sul nucleare l’Iran si è sottoposto ai controlli, e l’intesa ha permesso di evitare una proliferazione nucleare nella Repubblica islamica”. Il disaccordo, invece, sarebbe sorto sulla Crimea:  “Sull’annessione trump ha ribadito fermamente la sua posizione e l’ha mantenuta, l’annessione è stata illegale”, h detto Putin. “Noi la vediamo diversamente, questa è una delle questioni su cui abbiamo opinioni differenti. Per la Russia la questione della Crimea è “chiusa” perché l’annessione è avvenuta in seguito ad “un referendum conforme alla legge”.

Il ministero russo retwitta il presidente Usa – Insomma i due leader sembrano recitare lo stesso identico copione. E dire che prima dell’incontro l’inquilino della Casa bianca che prima del supervertice aveva scritto su Twitter: “Il nostro rapporto con la Russia non è mai stato peggiore di così“. “Siamo d’accordo”, è il testo del post del ministero degli Esteri russo, che ha ritwittato Trump. “Le nostre relazioni non erano mai state peggiori di quanto non lo siano adesso. Tuttavia adesso sono cambiate perché quattro ore fa ci siamo incontrati. Il dialogo costruttivo tra la Russia e gli Usa può offrire la possibilità di aprire nuove strade per la pace”, ha detto dunque il presidente Usa.

In Usa tutti contro Trump: “Vergognoso” – A Washington, però, non la pensano così. “Non c’è dubbio che la Russia abbia interferito nelle nostre elezioni. Il presidente deve riconoscere che la Russia non è un nostro alleato. Non c’è equivalenza morale fra la Russia e gli Usa”ha detto lo speaker della Camera in Usa, il repubblicano Paul Ryan, sottolineando che Mosca deve essere “posta davanti alle sue responsabilità e deve mettere fine ai suoi vili attacchi alla democrazia”. “La conferenza stampa di oggi a Helsinki è stata una delle performance più vergognose di un presidente americano a memoria”, dice John McCain. “Mai pensato che avrei visto il giorno in cui il nostro presidente americano accanto al presidente russo incolpare gli Stati Uniti per una aggressione russa. È vergognoso“, ha scritto su twitter il senatore repubblicano Jeff Flake. Per un altro senatore repubblicato, Lindsey Graham, quella di oggi è “opportunità persa, per affrontare la Russia sulle sue responsabilità circa le interferenze nel 2016 e lanciare un duro monito riguardo alle future elezioni. Questa risposta del presidente Trump verrà vista come un segno di debolezza e creerà più problemi di quanti ne risolverà”. Il capo dell’opposizione democratica al Senato Usa, Chuck Schumer, definisce  il presidente “sconsiderato, pericoloso e debole. La Casa Bianca affronta ora una sola, infausta domanda: cosa potrebbe spingere Donald Trump a mettere gli interessi della Russia davanti a quelli degli Stati Uniti?”.

L’ex direttore della Cia John Brennan ha definito la conferenza stampa di Helsinki “niente meno che sovversiva. Non solo i commenti di Trump erano imbecilli, è totalmente nella tasca di Putin. Patrioti repubblicani: dove siete?”.

Per l’ex direttore dalla National Intelligence americana, James Clapper, quella di Trump è un “performance incredibile. Il presidente ha essenzialmente capitolato e sembrava intimidito”. “Questo è come appare una conferenza stampa quando una fonte è accanto al suo ‘handler’, l’agente segreto straniero che la gestisce”, è l’attacco dell’ex presidente del comitato repubblicano nazionale, Michael Steele.  “Avete visto forse una delle più vergognose performance da parte di un presidente americano ad un summit di fronte ad un leader russo, certamente tra quelle che ho visto. Una conferenza stampa straordinaria”, è invece il commento a caldo di Anderson Cooper, fra gli anchor di punta della Cnn.

Felice invece il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che definisce il vertice di oggi “più che super”.

Le proteste contro i due leader – E mentre i due grandi del mondo discutevano nella sala gotica, per le vie del centro di Helsinki i loro nomi venivano urlati da centinaia di manifestanti che intonavano slogan contro entrambi. Tanti i cartelli che chiedono la liberazione delle componenti della band Pussy Riot, che ha rivendicato l’invasione di campo alla finale dei Mondiali, o di sostegno alla cancelliera Angela Merkel. Nella piazza del Senato si sono ritrovati gli attivisti pro-aborto che indossano maschere di Trump e una finta pancia a simulare la gravidanza. Poi ovviamente c’era Greenpeace: “I cambiamenti climatici sono la sfida cruciale per la nostra generazione, un fenomeno i cui impatti oggi pesano su tutti noi, mettendo a repentaglio le nostre vite. In tutto il mondo le persone sono determinate a porre fine all’era dei combustibili fossili, è dunque alquanto sconfortante che i presidenti Trump e Putin non ci aiutino in questo”, spiegano gli ambientalisti sudati. A Helsinki non c’è mai stato tanto caldo.