Le Harley Davidson, simbolo dei motori made in Usa, sono pronte a lasciare il Paese. La società prevede infatti di spostare al di fuori degli Stati Uniti una parte della sua produzione di moto destinate all’export in Europa per sfuggire ai dazi introdotti lo scorso 22 giugno da Bruxelles. Una mossa che non è andata giù a Donald Trump. E il presidente Usa minaccia: “Se vanno via, per loro sarà l’inizio della fine“.

Secondo la Harley, con i dazi introdotti dall’Ue in risposta a quelli americani su acciaio e alluminio, il costo di una loro moto in Europa aumenta di 2.200 dollari. Delocalizzare “rappresenta l’unica opzione sostenibile” per renderle “accessibili ai consumatori Ue“, spiega il produttore di Milwaukee. Secondo le stime, i dazi peseranno per 90-100 milioni di dollari l’anno, una cifra che la società a suo dire non intende scaricare sui consumatori.

L’Europa è un mercato cruciale per la Harley Davidson e nel 2017 quasi 40mila motociclisti hanno acquistato sue nuove moto nel Vecchio Continente. Nei prossimi mesi la società americana aumenterà la produzione nei suoi impianti internazionali, mentre per il trasferimento, fa sapere, ci vorranno dai 9 ai 18 mesi. I Paesi in cui intende investire sono Thailandia, India e Brasile.

“Una Harley-Davidson non dovrebbe mai essere costruita in un altro paese. Mai! Se vanno via, per loro sarà l’inizio della fine. Non potranno vendere negli Usa se non pagando tasse pesanti“. Questa è stata la risposta di Trump. La mossa decisa a Milwuakee è un affronto per il presidente Usa che da mesi celebra il rientro di aziende in terra americana dopo il varo della riforma fiscale. “Stanno utilizzando le tariffe e la guerra commerciale come una scusa“, scrive poi Trump su Twitter. Che torna a difendere la sua politica: “Stiamo portando gli altri Paesi a ridurre ed eliminare le tariffe e le barriere commerciali usate ingiustamente per anni contro i nostri agricoltori, i nostri lavoratori e le nostre imprese”. E secondo il presidente Usa, la “Harley-Davidson, di tutte le società, è la prima ad alzare bandiera bianca“, come si legge in un altro tweet di lunedì.

La Ue ha introdotto venerdì scorso dazi per 2,8 miliardi contro una serie di tipici prodotti statunitensi, che comprende bourbon, succo d’arancia, burro d’arachidi e jeans. Una risposta ai provvedimenti adottati da Washington, che aveva imposto dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio giustificandosi con motivi di sicurezza nazionale che a suo avviso richiederebbero di proteggere il settore siderurgico negli Stati Uniti. L’escalation di tensioni commerciali innescata dalla Casa Bianca rischia però di lasciare sulla sua strada altre vittime e il settore dei trasporti sarebbe particolarmente sotto tiro. Trump ha infatti minacciato l’Europa di dazi anche contro le auto. Un’eventuale misura a cui Bruxelles ha annunciato di essere già pronta a rispondere.