Ovunque vince la destra. In Italia come in Europa, nei governi nazionali e in quelli locali, come accaduto ieri nelle città. Se vince la destra, chi ha perso? La sinistra dovremmo dire. Invece a me pare che da tempo non ci sia più né pratica né idea di cosa è la sinistra, di quali valori essa esprime, di quali e quante responsabilità pone in capo ai suoi elettori. Infatti la sinistra non esiste più da anni e coloro che hanno occupato quello spazio sono degli abusivi.

Essere di sinistra costa perché ci intima perennemente di essere virtuosi. Solidali, cioè altruisti, sinceri più che bugiardi, dignitosi invece che indegni. E il vizio? E quel diavoletto che fa capolino quando meno ce lo aspettiamo e che ci consiglia di fregare sulla fattura, rubacchiare un po’ di tempo al lavoro, far finta di non vedere lo scippo, e non denunciare quando serve? Quel diavoletto che ci consiglia che alla fine una spintarella non è un granché, e il nostro talento ben può compensare l’aiutino? Che dichiarare ogni reddito significa impoverirsi?

La verità è che la destra è più accomodante, comprende di più i nostri vizi e ci salva l’anima, ci perdona sempre. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ecco, pietre a volontà per tutti.

A noi in effetti piace la destra con la cravatta: chiede poco e dà poco, accetta quel che intendiamo per uguaglianza, giustizia, solidarietà e quando può ci frega.

Noi vorremmo un governo così e così, anche un po’ corrotto (è il potere, signora mia!) ma un po’ no; un po’ efficiente ma un po’ lassista; un po’ sincero e un po’ bugiardo.

Il troppo storpia, vero?

Chi di voi ha visto L’ora legale di Ficarra e Picone? Tutti a votare il sindaco integerrimo, tutti a esultare per l’onestà in Municipio. Ma poi, ai primi provvedimenti, un urlo di sdegno e un coro di scontento.

Noi siamo così. Anzi, se vogliamo dirla tutta, così e così.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Rajoy, il catasto e il pan di Spagna

prev
Articolo Successivo

Quando bisogna riconoscere le ragioni degli altri

next