Sta tornando – anzi, stando alle cronache, è già tornato – il periodo dell’anno in cui si verificano il maggior numero di abbandoni in auto. Vuoi per lo stress e la stanchezza di fine anno lavorativo, prima del riposo estivo, vuoi per i primi caldi che spossano, deconcentrano, confondono, ma accade sempre più spesso che i bambini vengano dimenticati in auto, sotto al sole cocente e con alte temperature. Dimenticanze che, salvo rari casi, portano a tragici decessi. Avevamo già affrontato questo argomento e oggi ne parliamo nuovamente perché ci sono nuovi sviluppi.

È la tecnologia che ancora una volta ci viene in soccorso: è stato, infatti, ideato un sistema fotovoltaico che, installato sul tettino dell’auto, consentirebbe la ventilazione a chi è chiuso all’interno dell’abitacolo. Il suo funzionamento è tanto geniale quanto semplice: si tratta, infatti, di utilizzare la radiazione solare cui è sottoposto il veicolo per estrarre l’energia con cui far funzionare il sistema di ventilazione. Quando la temperatura dell’abitacolo sale oltre una certa soglia preimpostata, si attiva un sensore che comanda alla batteria dell’auto – costantemente ricaricata dall’energia solare – di aprire i finestrini per consentire la ventilazione. Le celle sono in silicio monocristallino semi-flessibili e ad alta efficienza, infatti ne basta appena 1 metro quadro per sprigionare una potenza energetica di 100w.

L’alternativa al sistema fotovoltaico – in realtà già sperimentato sulla cinque posti elettrica e low cost Sion, di proprietà di una start-up tedesca – è proposta dal seggiolino Bebécare, frutto della collaborazione tra Samsung e Chicco, già presente sul mercato europeo da maggio. Questo seggiolino avvisa se un bimbo viene lasciato in auto, grazie ai sensori di cui è dotato e che funzionano con l’app da scaricare sullo smartphone: questa, infatti, segnala la presenza del bambino non appena viene sistemato sul seggiolino. Se ci si dovesse allontanare dall’auto con lo smartphone, i sensori sul seggiolino invierebbero dei segnali acustici e visivi tramite l’applicazione, che ricorderebbero al genitore di aver dimenticato il bambino in macchina. Se non dovessero bastare i primi segnali (della durata di 40 secondi), allora partirebbe un secondo avviso con sms e chiamate ai numeri di emergenza registrati nell’account personale, che fornirebbero automaticamente informazioni sulla geolocalizzazione del veicolo così da raggiungerlo e intervenire. Il seggiolino BebéCare può essere connesso ad un indeterminato numero di smartphone – quindi account – purché supportino il sistema Bluetooth e siano parte dell’account ‘Famiglia’, al quale possono essere collegati, a loro volta, tre seggiolini diversi.

C’è poi anche Embrace Evenflo DLX, il seggiolino che ha un allarme nella cintura con cui si protegge il bambino il quale, collegato al display del cruscotto, emette un segnale acustico se si spegne l’auto senza prima aver slacciato la cintura.

In una società che corre e si rincorre, costantemente in preda alla velocità e attanagliata dallo stress, ciò che prima poteva sembrare impossibile – ‘dimenticare il figlio in auto, ma dai!’ – oggi si rivela incredibilmente facile. Per fortuna, la tecnologia offre diversi spunti per far sì che ciò non accada più così spesso, ma molto importante sarebbe ottenere, a livello legislativo, una norma che rendesse obbligatorio l’uso di questi dispositivi ‘anti-abbandono’ su tutte le auto. Una norma che, per il momento, ancora si fa attendere.

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