Nessun eventuale dolo diretto. Per questo motivo la procura di Cagliari ha chiesto di archiviare la posizione di Paolo Savona, accusato di usura. Una richiesta avallata dal giudice che ha fatto cadere le accuse nei confronti dell’attuale ministro degli Affari Europei. Secondo quanto riporta il quotidiano La Nuova Sardegna, infatti, la gip Emengarda Ferrarese ha accolto l’istanza di archiviazione proposta del pm Emanuele Secchi.

I fatti risalgono al 2010 quando Savona era presidente dell’Unicredit-Banca di Roma. Savona era stato denunciato, insieme ad altri vertici dell’istituto di credito, dai soci di un’impresa edile della provincia di Cagliari su una vicenda legata ai tassi di intesse in alcuni contratti di conti correnti garantiti da fideiussione. Era così stato indagato, ricorda il quotidiano, per concorso in usura. Ma l’indagine si è chiusa senza che il pm ravvisasse “un dolo diretto“. Da qui la richiesta di archiviazione che è stata accolta dalla giudice. Nel decreto è spiegato che, successivamente ai fatti contestati, nel 2009 è intervenuta una norma del governo che di fatto ha cambiato la materia. “Nel caso in cui la legge penale in vigore al momento della commissione del reato e quelle successive adottate prima della condanna siano differenti, il giudice deve applicare quella le cui disposizioni siano più favorevoli al reo”.

Il nome dell’economista ha infiammato il dibattito politico nelle ultime settimane. Proposto dalla Lega come ministro dell’Economia, sul suo nome aveva posto il veto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e Giuseppe Conte aveva rimesso l’incarico. Dopo alcuni giorni di caos istituzionale, però, la decisione di spostarlo a un altro dicastero aveva sbloccato la situazione e fatto nascere il primo esecutivo sostenuto dal M5s e dal Carroccio.

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