Sull’Ilva, “Grillo, o chiunque altro, esprime delle opinioni personali: su tutti i dossier io non prenderò decisioni finché non avrò ascoltato le parti“. Sul sito industriale in Puglia, verranno ascoltati “la proprietà, i sindacati, il sindaco di Taranto”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, ai microfoni di Radio Anch’io, su Radio1. Di Maio ha sottolineato che nel trattare la questione Ilva ci sarà “responsabilità” e “se serve anche continuità”. Ieri con un post sul proprio blog, intitolato “Il cielo sopra l’Ilva torni sempre più blu”, il fondatore del M5s aveva parlato del polo siderurgico avanzando una proposta simile a quella messa in campo dalla Germania nella regione della Ruhr: “Ci sono, credo, ancora 2,2 miliardi di fondi europei ai quali potremmo accedere”, afferma. Immediata risposta dell’ex ministro Calenda: “Video da brividi”. E i sindacati avevano fatto appello a Di Maio per un incontro “urgente, da luglio l’acquirente può andare avanti senza l’accordo sindacale“.

La polemica con l’ex ministro Carlo Calenda
Ieri sull’Ilva c’era stato un botta e risposta fra Grillo e l’ex ministro Carlo Calenda, che aveva twittato “mi vengono i brividi” proprio a proposito del video in cui il fondatore del Movimento 5 Stelle auspicava una riconversione dell’impianto siderurgico di Taranto usando fondi europei inutilizzati. L’impianto pugliese, da anni al centro di battaglie legali dopo il sequestro avvenuto il 26 luglio 2012 da parte della magistratura per disastro ambientale, proteste per un inquinamento giudicato da alcuni osservatori pericoloso e lavoratori tenuti in bilico, è stato anche al centro di un tavolo attorno al quale si sono seduti il Mise, i sindacati e Am Invest co. “Qualsiasi decisione sarà presa con responsabilità e attenzione, non davanti alle telecamere”, aveva rassicurato già ieri Luigi di Maio che da Calaneda ha ereditato un dossier non ancora chiuso: con in ballo il destino di 13.800 dipendenti (20.000 con l’indotto), con sindacati e azienda divisi dal nodo di 3.800 esuberi. Il ‘contratto’ di governo prevede una “riconversione economica” con progressiva chiusura delle fonti inquinanti, green economy e rinnovabili. E di Maio, di fatto, ancora ieri aveva detto: “Non faccio annunci prima di aver incontrato la proprietà e le parti sociali”. Sull’ex inquilino del Mise oggi dice: “Calenda non è più ministro, adesso il ministro dello Sviluppo Economico sono io e se Calenda permette vorrei cambiare un pò di cose. Poi, alla fine, saranno i cittadini a giudicarmi”commentando l’opinione di Calenda secondo cui invitare ai tavoli di crisi i rappresentanti politici locali è un errore. I tempi sono strettissimi: l’ingresso di Am Invest Co (la Newco controllata da ArcelorMittal) in Ilva è previsto entro il 30 giugno ma resta però da chiudere l’accordo fra azienda e sindacati. I sindacati di categoria Cgil-Fiom, Cisl-Fim e Uil-Uilm infine hanno scritto una lettera a Di Maio per chiedere “un incontro urgente” sull’Ilva per illustrare al ministro la loro posizione e “conoscere le azioni che il nuovo Governo intende mettere in campo”. In una situazione che definiscono “delicata”.

Sulla questione Ilva interviene anche Alessio Rossi, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria nel suo discorso al convegno di Rapallo.:”Non si scherza con 20mila posti di lavoro, non si scherza con l’1% del prodotto interno lordo del nostro Paese. Non si scherza con un’azienda che ha cassa ancora per un mese. Le città non vanno abbandonate alla soglia del cambiamento, come Taranto”, ha affermato, ricordando che “dal 1° luglio di quest’anno Arcelor Mittal entrerà a Ilva con un piano di 2,3 miliardi di investimenti, di cui 1,1 per il risanamento ambientale”.

“Iva non aumenterà, su sazioni Russia decide Conte”
Nel corso dell’intervista radio Di Maio ha nuovamente assicurato sulla questione Iva come già fatto ieri al convegno di ConfCommercio: “Il ministro Tria è al lavoro per scongiurare l’aumento Iva sulla quale misuriamo la nostra credibilità. Era uno dei nostri impegnI, che abbiamo preso con gli italiani. I soldi si devono trovare”. Poi rispondendo a una domanda sull’Ue detto: “C’è una grande partita che comincerà nelle prossime due settimane con l’Europa. La programmazione economica europea deve prevedere di più per l’Italia. Noi diamo all’europea 20 miliardi l’anno e di questi ce ne ritornano indietro in fondi europei poco più della metà”. “Queste decisioni le prenderà il premier Conte nei consessi internazionali non voglio entrare nello specifico” ha invece replicato Di Maio a Radio anch’io parlando di un ammorbidimento delle sanzioni nei confronti di Mosca tema affrontato nel discorso alla Camera del premier Conte. Di Maio ha però sottolineato che le sanzioni danneggiano settori importanti dell’economia italiana. “Veniamo tacciati di essere filo-russi in realtà questo governo è filo-italiano e andrà a discutere sulle cose in cui non è d’accordo. Deve finire l’epoca del “si signore” dell’Italia. Qualche “no” bisogna dirlo”.