“Le famiglie gay non esistono”, ha detto Lorenzo Fontana poche ore dopo aver giurato come ministro della Famiglia, scatenando le reazioni del mondo Lgbt e le critiche degli utenti sui social. Alcuni attivisti lo hanno trollato sulla sua pagina Facebook, postando foto di coppie e famiglie gay. E oltre a questa iniziativa, nelle ultime ore sono state fatte a suo nome decine di donazioni all’ArciGay. Tutto è partito da un’utente, Simona Melani, che ha pubblicato su Twitter la foto del versamento, e poi è stata seguita da altri critici di Fontana che hanno voluto a loro volta utilizzare nome e cognome del neo ministro per appoggiare l’associazione.

“Ho appena donato 10 euro ad Arcigay a nome del ministro Lorenzo Fontana. Ciao”, scrive sul suo profilo Simona Melani. Non solo: “E ho usato la mail del ministero, così se la trova nella casella di prima mattina”. E nei commenti tanti utenti apprezzano e decidono di seguire il suo esempio. La ragazza, una 32enne siciliana che vive a Milano, si è detta stupita: “Appena ho letto l’intervista mi sono sentita smarrita – ha spiegato a Repubblica – Non solo per le affermazioni sugli omosessuali, ma anche sulle donne considerate solo perché devono fare figli. Mi è scoppiato un moto di rabbia e ho capito che non potevo rimanere con le mani in mano. Ma non pensavo sinceramente che ci sarebbero state così tante reazioni”.


Quindi il risultato delle affermazioni di Fontana è quello di far aumentare le donazioni all’ArciGay: “In queste ore stiamo ricevendo centinaia di donazioni per la nostra campagna #Premessoche“, scrive l’associazione sulla propria pagina Facebook. Una campagna diventata virale sui social e che vuole mettere in ridicolo uno dei tanti ragionamenti omofobi di Fontana, che come premessa alle sue dichiarazioni ha detto di “avere tanti amici gay”.

“Il motivo è molto semplice e allo stesso tempo commovente: è la vostra risposta spontanea alla stessa affermazione, carica di ipocrisia, utilizzata da Lorenzo Fontana nella sua prima intervista da Ministro della Famiglia, lasciando presagire l’avvento di un nuovo periodo buio per i diritti LGBTI in Italia“, continua Arcigay. “Vogliamo ringraziarvi di cuore per la vostra generosità e il vostro sostegno e vicinanza immediati, sui diritti per tutte e per tutti noi non torniamo indietro, e lo faremo insieme a voi”.

A trollare invece la pagina pubblica del ministro sono stati per primi Cathy La Torre, attivista e presidente di Gaylex e il blogger Fabio Nacchio. “Postate una vostra foto o con la vostra famiglia (che siate soli, con un figlio/a, con una mamma e un papà, con due mamme, con due papà, col gatto o il cane, ecc.) tra i commenti dei post o una foto sulla bacheca con la scritta ‘Ministro Fontana, come vede io esisto’ o (se siete più di uno in foto) ‘Ministro Fontana, come vede noi esistiamò”, le istruzioni di La Torre. Che spiega, sul social network: “Deve essere una invasione coccolosa e pacifica, per ricordare a lui e al governo che siamo tutti capaci di amare e di prenderci cura di chi vogliamo bene, e a deciderlo non è certo un neo ministro!”.