Politica

Governo Conte, spoiler: sarà nemico giurato di donne, Lgbt e migranti

Il nuovo governo? Una bella schifezza. Ce ne frega poco del fatto che ci siano cinque donne. Essere donne non migliora alcunché. Se poi si tratta di donne che legittimano un governo in cui il ministro per la Famigghia (etero-catto-filofascista) è conosciuto per le affermazioni contro unioni civili e famiglie omogenitoriali e per la sua fanatica ideologia antiabortista direi che non  possiamo certo considerarle un gran punto di riferimento. Dimostrino il contrario e poi ne riparleremo.

Care ragazze, donne, sorelle, quel che ci aspetta è il mondo della Repubblica di Galaad descritto da Margaret Atwood ne Il racconto dell’ancella. L’opera è stata tradotta in una magnifica serie televisiva che vi suggerisco di vedere. Andiamo oltre.

https://www.youtube.com/watch?v=hx-fU_DAbYU

Questo governo è nemico giurato delle donne, delle persone lgbt e di quelle migranti. Già annunciato il taglio di risorse per l’integrazione e accoglienza. Immagino potranno essere destinati a finanziare ronde, polizie e faccende repressive di vario tipo. Immagino che la scelta potrebbe essere motivata con la sacra crociata della difesa delle donne dal terribile uomo nero. Usare le donne per realizzare provvedimenti repressivi e securitari d’altro canto è cosa ben nota negli ambienti di destra. Così come lo è il fatto di cancellare la definizione di “violenza di genere” da ogni nota propagandistica. Giammai svelare il fatto che la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia per mano di persone conosciute, etero e italianissime. Si tratta di un film già visto. Cambiano le facce, a volte anche no, ma in ogni caso la trama è già stata svelata. Considerate quel che scrivo come una sorta di spoiler.

Il ministro per la Famigghia crede nel fatto che la vita abbia inizio fin dal concepimento, forse perfino quando abbiamo le mestruazioni, tanti ovuli sprecati ommioddio. Di certo ognuno può credere in quello che vuole. C’è chi immagina che esistano le scie chimiche e i rettiliani. Purché non si decida di imporre un dogma e di tradurlo in legge che poi altri – non credenti – dovranno rispettare.

Cosa potrebbe fare una persona così al comando di un ministero del genere? Vediamo: una copia dell’ottavo emendamento (quello che definiva come persona l’embrione) appena bocciato dal referendum irlandese? Potrebbe voler mettere mano alla legge 194 per introdurre gli antiabortisti nei consultori e negli ospedali? Potrebbe volere impedire gli aborti rendendoli illegali? Potremmo tornare all’epoca degli aborti clandestini che hanno prodotto moltissime vittime, donne ovviamente, per complicazioni varie?

Dio/Patria/Famiglia e “prima gli italiani” d’altronde sono due premesse importanti per capire quale futuro maschilista e razzista immaginano i membri di questo governo. E che dire delle unioni gay? Saranno cancellate? Potranno tornare indietro. Cos’altro ci si può aspettare da un governo del genere che basa le sue politiche sociali, dunque anche economiche, a svantaggio di chi è più povero e discriminato?

Dalle prime dichiarazioni possiamo apprendere che si parla di reddito e povertà. E con quel “prima gli italiani” come la mettiamo? E con un ministero che favorirà l’elargizione di riconoscimenti e diritti soltanto alle famiglie etero/patriarcali come la mettiamo? Perché le pratiche ministeriali sono interconnesse, tant’è che quando si procede all’approvazione di una proposta di legge bisogna rinviarla a varie commissioni e vari pareri ministeriali.

Questo governo è il peggio che ci potesse capitare e constato con amarezza che c’è chi pensa di poter brindare alla vittoria come se si potesse applicare una sorta di vendetta contro migranti, donne, gay. Questo governo è fascista, razzista, sessista e di certo noi non ci faremo sottrarre i diritti senza urlare forte per dire che ci siamo, non ci fermeremo e per quanto questa gente potrà picchiare duro noi ci assumeremo la responsabilità di lottare per lasciare un’eredità migliore a tutte quelle che esistono ed esisteranno in futuro.

Giù le mani dai nostri corpi e via i rosari dalle nostre mutande.