Domani, giovedì, torna “A Casa Vostra“. Quattro pagine di inchiesta e reportage dedicate alle nostre città. Questa volta tocca a Cagliari, di cui scrivono Giorgio Meletti e Paola Pintus. È la storia incredibile della nuova metropolitana di superficie che non sembra disegnata per servire gli abitanti, ma i signori del cemento. Che già affilano le armi, per rovinare ancora una città bellissima, ma già tanto martoriata dal mattone. A dirlo è addirittura lui, Massimo Zedda, il sindaco: “L’unico precedente simile è l’autostrada di Capaci, che doveva sfiorare i terreni dei mafiosi”. Così Zedda ha fulminato la nuova metropolitana di superficie che deve collegare Cagliari con Quartu Sant’Elena. Anziché farla correre dritta tra il viale Marconi e lo stagno di Molentargius, i progettisti dell’Arst (l’azienda di trasporto pubblico della Regione) hanno disegnato un arabesco fatto per lambire le poche aree non ancora edificate tra Monserrato, Selargius e Quartucciu.

Il procuratore della Repubblica Alessandra Pelagatti ha sentito le parole del sindaco (“Il più grande progetto di speculazione in corso a Cagliari”) e ha aperto un fascicolo. È un’altra delle storie incredibili di questa terra meravigliosa: come quando si sognava di costruire accanto alla necropoli fenicia di Tuvixeddu. Come quando è nata Quartu Sant’Elena, una città cresciuta a colpi di abusi edilizi. Che poi vengono condonati e costano centinaia di milioni per fornire servizi alle case di chi ha costruito abusivamente. Cagliari era chiamata la città delle 3M: Massoneria, Mattone e Medici, ma adesso se ne aggiunge una quarta. La Metropolitana, appunto. Mentre la massoneria è in crisi, pur se ha più tesserati del Pd. E il mattone langue in preda alla crisi immobiliare. Meletti e Pintus ci racconteranno anche di Rwm, l’industria tedesca che proprio in Sardegna ha deciso di costruire le bombe da vendere ai sauditi che poi le lanceranno sullo Yemen. In Germania non fa bello realizzarle e allora si è deciso di produrle in Sardegna. E se qualcuno storce il naso, arriva il ricatto dell’occupazione: niente bombe, niente lavoro. Tutti a casa. Tanti progetti, più o meno condivisibili. I nostri giornalisti racconteranno anche del sogno del nuovo stadio che dovrebbe sostituire il glorioso Sant’Elia. Qui, accanto al campo di calcio, dovrebbero nascere musei, centri sportivi e alberghi. Un investimento da 55 milioni. Siamo a cinquant’anni ormai dallo scudetto del grande Cagliari di Manlio Scopigno e di Gigi Riva. E la storia si ripete: chimica e pallone. La squadra una volta sostenuta dai Moratti adesso è nelle mani di Tommaso Giulini. Industriale che fa sognare con il pallone mentre alcuni impianti industriali sono oggetto di indagini della magistratura. Ecco Cagliari del 2018, città unica. Che sogna di diventare una delle capitali del Sud Mediterraneo. Smog et circenses.