“State giocando col fuoco perché l’Italia è pesantemente indebitata“. “Pensi alla Germania che al bene degli italiani ci pensiamo noi!”. Botta e risposta tra Manfred Weber, leader dei Popolari europei (Ppe) e il leader del Carroccio Matteo Salvini. Oggetto del contendere è il nascente governo tra M5s e Lega e le relative politiche economiche che intenderà perseguire. Un intervento, quello di Weber, che arriva a poche ore dalle consultazioni decisive al Quirinale e che viene visto dagli ambienti leghisti come l’ennesima intrusione dell’Europa nelle questioni italiane.

Le parole del leader del Ppe, del resto, non lasciano spazio ad interpretazioni alternative. Nella dichiarazione ai media tedeschi, infatti, Weber ha precisato che “le azioni irrazionali o populiste”, da parte del futuro governo targato M5S-Lega “potrebbero provocare una nuova crisi dell’euro”. Il numero uno dei Popolari, poi, ha lanciato un appello “a restare entro i confini della ragione”. “Nella vita di tutti i giorni, non c’è alternativa che lavorare a stretto contatto e in collaborazione con i nostri vicini in Europa – ha proseguito – Per questo spero che le persone finiscano per rendersi conto che il populismo diffonde molte bugie e non offre nessuna risposta costruttiva”. Ciononostante, Weber ha assicurato di “rispettare” comunque il “risultato elettorale” degli italiani.

A stretto giro sono arrivate le reazioni dei leghisti. Salvini ha scelto Twitter per rispedire al mittente le parole del leader Ppe. “Dopo i francesi oggi è il turno delle minacce tedesche: ‘State giocando con il fuoco perché l’Italia è pesantemente indebitata’ dice Manfred Weber, leader dei Popolari europei… – ha scritto il segretario della Lega – Lui pensi alla Germania che al bene degli italiani ci pensiamo noi!”.

Il Movimento 5 Stelle, invece, ha diramato una nota ufficiale per rispondere al parlamentare europeo: “Weber ha perso un’occasione per tacere. Scherza col fuoco chi non rispetta la democrazia e chi vuole calpestare l’esito delle elezioni del 4 marzo cercando di imporre l’ennesimo governo tecnocratico – hanno scritto i componenti della delegazione grillina all’Europarlamento – Il Movimento 5 Stelle è un’occasione di cambiamento per un’Europa che ha deluso i cittadini con politiche di austerity fallimentari e una gestione egoistica dell’immigrazione – hanno continuato – Ricordiamo a Weber che in tutti i Comuni italiani amministrati dal Movimento 5 Stelle il debito è sceso e gli interventi alle municipalizzate hanno consentito grandi risparmi per i cittadini senza diminuire la qualità dei servizi. Questi risultati sono stati premiati dai cittadini – hanno concluso – e non saranno le minacce di qualche emissario della Merkel a condizionare le posizioni del futuro governo. Il nostro faro sono i cittadini italiani”.

Sulla stessa linea il pensiero del Carroccio. Il “Governo Lega-M5S farà gli interessi degli italiani, non quelli dei tedeschi! È Weber che scherza con il fuoco: finiti i tempi in cui l’Italia prendeva ordini da Berlino” ha detto il capogruppo della Lega al Pe Mara Bizzotto, che poi ha aggiunto: “Da oggi ci sarà finalmente un governo scelto dai cittadini italiani che farà gli interessi del nostro Paese e non quelli dei tedeschi. Piuttosto perché Weber non dice nulla sul surplus commerciale della Germania che andrebbe pesantemente sanzionato dalla Ue che, invece, fa finta di nulla?”.

Contro Weber si è schierato anche Stefano Fassina, di Liberi e Uguali: “A quale ‘ragione’ si riferisce Manfred Weber, presidente del gruppo parlamentare del partito popolari all’Europarlamento? – ha detto – Alla ragione del Presidente del Governo Ungherese Victor Orban, il cui partito è nel Ppe e viola gli obblighi europei di accoglienza dei migranti? Oppure – ha aggiunto – si riferisce alla ragione della sua Germania che infrange sistematicamente il limite di avanzo commerciale previsto nel Six Pack con conseguenze recessive per tutta l’eurozona ed è causa primaria delle ritorsioni protezionistiche degli Usa? Chi predica di rimanere nei confini della ragione – ha precisato Fassina – dovrebbe prima dare buon esempio”. “Il rispetto dei vincoli del Fiscal Compact – ha proseguito l’esponente di LeU – aggraverebbe la sostenibilità del debito pubblico italiano poiché colpirebbe ancora una volta un’economia reale sofferente innanzitutto di carente domanda interna. Il Def – ha concluso l’ex Pd – deve avere obiettivi di deficit in grado di consentire il rinvio delle clausole di salvaguardia senza tagli di spese o aumenti di altre imposte e deve anche consentire spazio per innalzare gli investimenti pubblici, in particolare nel Mezzogiorno“.

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