“Vota la tua alpina preferita bagnandola con una birra“. E’ la scritta comparsa su alcuni volantini distribuiti a Trento durante la 91esima Adunata nazionale degli Alpini (11-13 maggio). E in testa il nome dell’evento organizzato per le vie della città: “Miss Alpina Bagnata“. Una “gara”, con relativo invito, che ha scatenato le proteste dell’associazione Non Una di Meno: “Al di là dell’oggettificazione della donna, dettaglio non certo trascurabile – ha scritto su Facebook la sezione trentina che si batte per i diritti delle donne – non capiamo come si possa non considerare umiliante (facendolo anzi passare per apprezzamento) il gesto di lanciare addosso a qualcuno della birra“.

Gli organizzatori dell’Adunata, da parte loro, negano di aver mai pensato a mettere in piedi un evento del genere: “Non ne sapevamo nulla e quei volantini io non li ho neanche visti in giro”, ha detto a ilfattoquotidiano.it il presidente dell’Associazione Nazionale degli Alpini di Trento Maurizio Pinamonti. “Le comunicazioni passano da me e posso assicurare che non c’è stata nessuna Miss Alpina Bagnata: sarà qualche imbecille che ha fatto tutto per conto suo. Gli Alpini sono persone serie, queste cose non hanno nulla a che fare con noi. È vergognoso anche solo pensarlo”, ha concluso Pinamonti.

Le denuncia di Non una di Meno, partita da quel volantino, si è allargata anche a una serie di problemi che secondo l’associazione hanno caratterizzato la manifestazione che si è svolta nel capoluogo trentino dall’11 al 13 maggio: “Sguardi viscidi, complimenti non richiesti, fischi, palpeggiamenti e gruppi di uomini che ci accerchiano e ci impediscono di passare sono solo alcune delle cose che stiamo subendo. Come spesso accade – si legge ancora nel post –  quello che gli uomini chiamano festa si traduce in motivo d’ansia per le donne, con il moltiplicarsi di molestie e approcci non graditi. Una libertà di azione che molti uomini mettono in atto ogni volta che viene meno un controllo sociale diffuso. Non vogliamo più stare zitte, non vogliamo ‘stare al gioco’ e fingere di divertirci, e non vogliamo essere noi a pagare il prezzo del divertimento maschile”.