Ora che sembra giunta l’ora, cioè che nessuno tra i due maschi in gara (Di Maio e Salvini) riuscirà a formare un governo per l’ostilità di altri due maschi (Renzi e Berlusconi), essendo l’unica donna (Meloni) decisiva quanto un fiore appassito in un vaso d’argento, ora dicevamo sembra essere la volta buona per una donna. Infatti un quinto maschio, che è l’arbitro super partes, per la disperazione annuncia di dar vita al governo neutrale che nella fattispecie dovrebbe somigliare all’acqua: incolore, inodore, insapore.

Perciò ora sembra giunta l’ora di dare la possibilità a una donna: mai tanti volti femminili in lizza per assumere incarichi prestigiosi, mai tanti curriculum dorati, competenze alte, profili di rilievo. Ma la donna, anzi le donne in questione, dovranno attenersi – semmai otterranno la poltrona governativa – alla più scrupolosa osservanza del nulla. Non potranno fare nulla, anzi per espresso incarico, non dovranno fare nulla e quelle pochissime cose (spazzare, lavare, togliere le cicche dai posacenere?) dovranno essere preventivamente autorizzate dai quattro maschi in gara per la leadership nel prossimo Parlamento.

Infatti quello che si annuncia non è un governo di servizio, ma di mezzo servizio.

Il fatto è che noi maschi siamo maschilisti nel profondo del cuore. E purtroppo anche voi donne siete maschiliste nel profondo del cuore. Speriamo dunque che questi timori siano falsi e che il presidente della Repubblica, l’unico femminista, stupisca noi e voi e rinunci all’ultima mortificante selezione della razza per genere.