Sta facendo discutere in questi giorni la notizia di Lodo Guenzi come possibile giudice della prossima edizione di X Factor. La situazione è analoga a quella della precedente stagione con Manuel Agnelli. Ne parlai a suo tempo e la mia posizione non è cambiata: non vedo perché se una persona valida può andare a migliorare uno stato di cose debba rifiutarsi giustificando la scelta proprio con la cattiva qualità di quella situazione.

talent sono il male? Tu vacci e cerca di cambiare le cose da dentro. Se una persona capace va a dire la propria davanti a milioni di persone, scusate ma davvero fatico a trovarci qualcosa di sbagliato. Più che altro, in passato mi è capitato di storcere il naso quando ho letto di colleghi, chiamati da un talent show, che dicevano di essersi rifiutati. In una situazione del genere più ho stima del collega in questione, più il naso si storce.

Chiariamoci: so bene che un certo tipo di musica non va in tv, nel senso che deve funzionare solo su disco o dal vivo e l’immagine selettiva della tv può andare in direzione opposta all’artisticità di certo genere di canzone. So bene che il talent nei confronti degli artisti emergenti è un tritacarne: non consiglierei mai a un artista di andarci. Ma il giudice non lavora nell’ingranaggio del tritacarne, non prepara stacchi di montaggio e (almeno deontologicamente) non subisce decisioni altrui. Il giudice sta nel guado e decide cosa è buono e cosa no; il giudice sceglie, scinde: il giudice fa critica musicale. Di che parliamo? Se è capace vada e critichi, cioè scelga.

Ci si può rifiutare perché si pensa di non essere bravi in tv, questo è un conto, è onesto ed è legittimo. Ma non andare, magari per la sempre verde tiritera morettiana del “mi si nota più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” risulta proprio inaccettabile.

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