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Sondaggi elettorali, Noto per Qn: “Pd in calo al 15,5%, crescono M5s (35%) e Lega (22,5%). Male Forza Italia”

Secondo la rilevazione effettuata per il Quotidiano Nazionale, è dei democratici il calo più consistente: -3,2%. A pesare le divisioni interne e i contrasti, a nulla sono servite le dimissioni di Matteo Renzi. Cresce molto Salvini (+5,1%) e il Movimento 5 Stelle (+2,3%). Male anche Berlusconi
Sondaggi elettorali, Noto per Qn: “Pd in calo al 15,5%, crescono M5s (35%) e Lega (22,5%). Male Forza Italia”
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Dopo due mesi di trattative senza esito, le intenzioni di voto degli italiani offrono un quadro chiaro della situazione politica: Movimento 5 Stelle e Lega di Salvini sono gli unici partiti in grado di aumentare il loro consenso, con Pd e Forza Italia in evidente difficoltà. È la fotografia scattata dal sondaggio di Antonio Noto per il Quotidiano Nazionale. Si tratta delle intenzioni di voto rilevate a due mesi esatti dal voto del 4 marzo. Il dato più significativo è senza dubbio il tracollo del Partito democratico, che in sessanta giorni ha perso 3,2 punti percentuali, avvicinandosi pericolosamente a scendere sotto la soglia del 15 per cento (da 18,7 a 15,5). Evidentemente – almeno a leggere il sondaggio di Noto – le dimissioni di Renzi subito dopo il tracollo elettorale non sono servite a raccogliere nuovo consenso attorno a un partito dilaniato da correnti e conflitti interni. In tal senso, con tutta probabilità anche le divisioni e le differenti posizioni sull’eventuale dialogo con il M5s non ha giovato.

Situazione simile anche per Forza Italia, che ha perso il 2 per cento rispetto a sessanta giorni fa (12% contro 14%), con il partito di Berlusconi che è stato praticamente doppiato dalla Lega di Matteo Salvini, passata dal 17,4% di marzo al 22,5%. Un balzo in avanti di 5,1 punti percentuali che toglie ogni dubbio – qualora ce ne fosse la necessità – nell’indicare a chi tocca la guida del centrodestra. Grazie al Carroccio e ai 4 punti che porta in dote Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni (stabile al 4%) la coalizione conquista due punti rispetto al voto politico, raggiungendo un ipotetico 39% che è assai vicino alla soglia del 41% utile per poter formare un governo senza alleanze. Dietro l’exploit della Lega, secondo la rilevazione di Antonio Noto c’è da registrare l’ottimo +2,3 per cento del Movimento 5 Stelle, che al 35% si conferma di gran lunga il primo partito, seppure ben lontano dal 41% che permette di poter governare. Al 2,5%, infine, Liberi e uguali, che perde quasi un punto (-0,8%) rispetto a due mesi fa.

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