Ho letto di recente una lista di cibi extra lusso: abbiamo il formaggio di latte d’alce (mille euro al chilo), il miele Elvish che viene da una caverna profonda mille e 800 metri in Turchia (5mila euro al chilo), i funghi Matsutake – appartengono alla famiglia dei porcini e c’è una variante detta Pino rosso che si trova solo nelle foreste di pini del Giappone e può costare 2mila euro al chilo – la bistecca Wagyu Kobe carne di manzo proveniente da bovini giapponesi, morbida e saporita (mille euro al chilo) -, le angurie nere di Densuke – coltivate nel nord dell’isola di Hokkaido, possono arrivare a 5mila 500 euro -, il caviale iraniano Almas – che viene venduto in una confezione d’oro a 24 carati (22mila 500 euro al chilo) -, il melone Yubari King – coltivato a Sapporo, molto raro, può costare 20mila euro – ovviamente il tartufo bianco d’Alba (che arriva a mille euro al chilo), la patata Bonnotte – una patata francese, si coltiva a Noirmoutier, una piccola isola al largo della costa occidentale della Francia, può arrivare a mille euro al chilo – e, infine, il caffè Kopi Luwak – un caffè indonesiano prodotto con bacche digerite e defecate dallo zibetto, può arrivare a 2mila 500 euro, in sostanza una tazzina di questo caffè arriva a costare 70 euro.

Bene. Benissimo. Riflessioni. Ora rifletto, datemi solo un momento, sto pensando a quei poveri zibetti che vengono rimpinzati di bacche.

1. Sono felicissimo di non essere nato ai tempi dei primitivi, le bacche defecate dallo zibetto manco erano in grado di immaginarle; nemmeno io a dire il vero e questo mi accomuna in un certo senso ai primitivi, purtroppo!

2. Gli esseri umani si danno un gran da fare per rendere interessante questo passaggio sulla Terra; tra ulcere e guerre, terremoti e inondazioni, tra orrori e oscenità, c’è sempre la possibilità di bersi un caffè di bacche defecate da uno zibetto. Signori miei, questa è civiltà!

3. A Napoli sarebbe impossibile lasciare un caffè da zibetto sospeso (il caffè che si lascia pagato per gli sconosciuti) di 70 euro a tazzina, non sarebbe più un caffè sospeso ma un caffè precipitato.

4. Non cambierei la parmigiana di mia mamma con nessuno di questi cibi che vi ho elencato; e la parmigiana di mia mamma oltre ad essere deliziosa è anche gratis.

5. Il caviale iraniano nella confezione d’oro a 24 carati è una pacchianata che nemmeno Flavio Briatore o i miliardari russi farebbero; no, aspetta, loro sì. Comunque è una cosa di una volgarità talmente luccicante da farmi venire conati di vomito psichici. Però devo confessarvi una certa invidia verso chi può permettersi di gustare il miele turco che viene da una caverna profonda mille e 800 metri; l’idea che il cibo degli dei provenga da una caverna la trovo molto poetica: l’ape operaia diventa speleologa, affondare il cucchiaino in questo “miele ctonio” deve essere un’esperienza mistica, non solo per il conto in banca (ricordiamo: 5mila euro al chilo).

6. Ho una mamma toscana e il mio rapporto con il cibo è schietto, semplice, a tavola mi basta una fetta di pane, olio, un bicchiere di vino e tendenzialmente sono già felice; se aggiungi la ribollita il paradiso è a portata di bocca. Quindi le angurie nere di Hokkaido, il melone Yubari King e i funghi Matsutake sapete dove me li metto? Tra il monte Fumaiolo e le tombe etrusche!

7. Un amico mi ha confessato che in Africa si è mangiato una scimmia, una sorta di cannibalismo darwiniano. Non conosco il prezzo delle scimmie – al mercato sotto casa non le vendono – ma se le scimmie costassero 20mila euro a cranio sono sicuro che dei ricchi eccentrici organizzerebbero “cene Tarzan” con Cita nel piatto e chi si è visto si è visto, chi si è mangiato si è mangiato, alla faccia dei poveri della Terra. Ora, una scimmia non la mangerei mai, ma ci sono certe donne che mi fanno venire l’acquolina, sono un cannibale metaforico, c’è di peggio in fondo.

8. Per quale cibo spenderei delle cifre così alte? Il formaggio di latte d’alce? No, va bene un gorgonzola novarese. La bistecca Wagyu Kobe da mille euro al chilo? No, va bene anche un Big Mac. Il miele Elvish delle api speleologhe? Sì, lo farei perché c’è della poesia in questo miele cavernoso e io seguo sempre madre Poesia.

E voi? Anche a voi basta un semplice Ritz con il gorgonzola per essere felici?

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