Due giorni fa Matteo Salvini si fa scattare una foto a Santa Croce di Magliano (Molise) con tre donne rom. Due mesi fa l’intenzione (testuale) era di “asfaltarle”, e la ruspa è stata l’immagine più performante per far capire di che pasta fosse fatta la Lega.

Parimenti Luigi Di Maio, impegnato nella promozione del “governo di cambiamento”, ammonisce Salvini a non tirare troppo la corda, “altrimenti chiudo un forno”. Nel neo linguaggio democristiano a cinquestelle il forno, che un tempo era la deprecabile attività camaleontica dei partiti (ci si allea con quello o con il suo opposto) diviene insperata virtù e fianco plusvalore.

Colpisce di questi due movimenti anti sistema la leggerezza del cambio di scena, la sicurezza con cui tolgono la tuta da lavoro e indossano il frac di gala, la disinvoltura del sorriso acquiescente.

Di Maio&Salvini, i nuovi ricicloni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Se un algoritmo voterà al nostro posto – L’Istantanea di Antonello Caporale

next
Articolo Successivo

Lapo Elkann santo subito: è lui l’unico uomo dei miracoli in Italia – L’istantanea

next