Hanno coperto la statua nuda di Epaminonda e chiesto di spostare un quadro raffigurante una donna con la schiena scoperta perché era previsto un convegno organizzato dalla Confederazione islamica italiana. Un caso che ricorda da vicino quello delle statue ‘impacchettate’ durante la visita ufficiale di Hassan Rouhani nel 2016, ma con uno sviluppo diverso.

Ne dà notizia Il Secolo XIX spiegando che il drappo rosso è stato posto sabato dalla Confederazione e dall’associazione islamica ligure in un teatro di Cario Montenotte, località del Savonese, in occasione di un convegno sul dialogo interreligioso. “Hanno coperto Epamindonda”, ha scritto sui social Mario Capelli Steccolini che ha restaurato l’opera raffigurante il politico e militare tebano. “Sia chiaro Epamindonda è stato coperto dai musulmani per esigenze cerimoniali”, ha spiegato riferendo di avere anche provveduto personalmente a spostare un quadro “su richiesta” degli organizzatori musulmani che raffigurava una donna con la schiena scoperta.

“Nessuna censura”, ha replicato Chams Eddine Lahcen, presidente della comunità musulmana valbormidese e della federazione islamica della Liguria. “Ho coperto io la statua, ma soltanto per esigenze cerimoniali e per poche ore – ha spiegato negando di aver chiesto la rimozione del quadro – Stonava con l’ambientazione marocchina. Il nostro Islam è moderato questa polemica ci ferisce. Abbiamo organizzato un dialogo interreligioso per avvicinare tutti. Non ci permettiamo di coprire statue per motivi culturali“. Della polemica ha parlato anche il sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini, minimizzando l’accaduto e derubricandolo a “malinteso”: “La comunità islamica – ha osservato – ha affittato una sala per un evento volto a favorire l’integrazione”.

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