Napoli torna a dividersi tra chi sostiene il sindaco Luigi de Magistris e chi chiede le sue dimissioni. Oggetto del contendere è il debito del Comune nei confronti dello Stato. Un debito che ammonta a circa 85 milioni di euro e che in parte risale al terremoto dell 1980 e in parte riguarda l’annosa emergenza rifiuti della Campania. Un debito che De Magistris definisce ingiusto, perché maturato prima della sua amministrazione e contratto da commissari che rispondevano allo Stato centrale. A sostenere la sua tesi sono scese in piazza circa duemila persone, che ai piedi di palazzo San Giacomo hanno chiesto l’estinzione del debito e, come ha ribadito il sindaco al termine della manifestazione, “un risarcimento per la città di Napoli”. Intanto a pochi metri di distanza, a Piazza Trieste e Trento, c’è chi si schiera contro il sindaco arancione. Poche centinaia di persone che condividono la protesta verso un debito che rischierebbe di mandare in default il Comune, ma contestano in particolare l’amministrazione targata De Magistris. La manifestazione, organizzata da diverse associazioni, ha visto scendere in piazza insieme anche la Lega e il PD. I dem però, non appena Forza Nuova e Casapound hanno raggiunto la manifestazione e preso parte all’iniziativa, hanno abbandonato l’area. “Siamo contro questo sindaco ma non possiamo condividere nemmeno per un minuto la stessa piazza con i neofascisti”, commentano i rappresentanti del Pd. Giuseppe Savuto di Casapound Napoli, invece, replica che la piazza è “aperta a tutti”. “È il Pd ad avere un problema interno se va via”, aggiungono

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